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Narcisismo Perverso

Torno a occuparmi e a parlare di “Narcisismo” per diversi motivi. Intanto perchè il precedente articolo sul Narcisismo risulta essere il più letto e molti lettori sono giunti a questo blog proprio cercando informazioni sull’argomento. In secondo luogo perchè di recente ho letto un articolo sul Corriere della Sera (qui) dove si parla della decisione di alcuni esperti USA di declassare il Narcisismo da malattia a semplice “tratto della personalità”, a causa della sempre maggiore diffusione del problema nella società. Decisione e considerazione a dir poco inquietante.

Spero che questo articolo, che si basa sugli studi della Psichiatra Francese  Marie-France Hirigoyen (tradotto da Marylise Veillon), possa in qualche modo essere d’aiuto a tutte le vittime della violenza psicologia di persone affette da questo disturbo.


“Il boia” o “perverso narcisista” seguendo la patologia messa in luce dalla Signora Marie-France Hirigoyen , può essere sia un uomo che una donna; la violenza morale non è appannaggio dei soli uomini, un gran numero di donne sono tiranni domestici; i media danno troppo spesso l’impressione che sono tutti uomini, e dobbiamo sfatare questo giudizio errato; gli uomini vittime hanno semplicemente maggiori difficoltà a parlare delle loro sofferenze.

Quale sia il suo sesso, la sua età, la sua nazionalità, il boia ha sempre il medesimo comportamento, vampirizza la sua vittima, succhiando la sua energia vitale. Possono passare anni prima di rendersi conto del procedimento di distruzione messo in moto. All’inizio possono essere soltanto piccoli rimproveri, frasi anonime ma sprezzanti, colme di sottintesi che feriscono, avviliscono, perfino violenti, è la ripetizione costante di queste azioni che rende l’aggressione evidente. Spesso un incidente di percorso scatena la crisi che spinge l’aggressore a svelare la sua trappola; di regola, è la presa di coscienza della vittima, e i suoi soprassalti di rivolta, che scateneranno il procedimento di messa a morte: in quanto può esserci reale messa a morte psichica, in cui l’aggressore non esiterà ad adoperare tutti i mezzi per pervenire al suo fine: distruggere la sua preda.

Il perverso narcisista è una persona totalmente priva di empatia, la quale non risente nessun rispetto per gli altri, che considera come oggetti utili ai suoi bisogni di potere, d’autorità. Ha bisogno di schiacciare per esistere: e la preda ideale resta la bambina fragile e malleabile, con la sua fiducia illimitata e la sua sete d’amore e di riconoscenza.

Il boia non possiede alcuna personalità propria, è bensì forgiata su delle maschere le quali vengono cambiate a secondo dei bisogni, passando da seduttore parato da tutte le qualità, a quella di vittima debole e innocente, conservando il suo vero viso di demonio soltanto per la sua vittima. E ancora, può giocare con lei al gatto e al topo, facendo zampa di velluto per meglio tenerla, poi tirando fuori gli artigli quando cerca di sfuggirgli.

Sono spesso esseri dotati di un’intelligenza machiavellica, che permette loro di elaborare trappole molto sottili.

Colpevolizzano ad oltranza la loro preda, non sopportano di avere torto, sono incapaci di discussioni aperte e costruttive; ridicolizzano apertamente la loro vittima, non esitando a denigrarla, ad insultarla per quanto possibile senza testimoni, sennò lo fanno con sottigliezza, tramite allusioni, altrettanto distruttive, ma invisibili agli sguardi non esperti.

Diffidiamo dal suo aspetto seducente. Il perverso narcisista è un vampiro, senza affetto, il quale aspira la sostanza vitale della sua vittima fino a distruggerla.

Un Narciso, nel senso del Narciso di Ovidio, è qualcuno che crede trovarsi guardandosi in uno specchio. La sua vita consiste a cercare il suo riflesso nello sguardo degli altri. L’altro non esiste in quanto individuo ma in quanto specchio. Un Narciso è un guscio vuoto il quale non ha esistenza propria; è uno pseudo, il quale cerca di creare un’illusione per mascherare il suo vuoto. Il suo destino è un tentativo di evitare la morte. E’ qualcuno il quale non è mai stato riconosciuto come essere umano ed è stato obbligato a costruirsi un gioco di specchi per darsi l’illusione di esistere. Come un caleidoscopio, questo gioco di specchi si può ripetere all’infinito, ma questo individuo resta costruito sul vuoto.

Il Narciso, non avendo sostanza propria, si attacherà all’altro e, come una sanguisuga, tenterà di aspirare la sua vita. Essendo incapace di una reale relazione, non può farlo che in una forma perversa, di malignità distruttiva. Incontestabilmente, i perversi risentono un godimento estremo, vitale, alla sofferenza dell’altro e ai suoi dubbi, cosi come prendono piacere a controllare l’altro e ad umiliarlo. Tutto incomincia e si spiega a partire dal Narcisoo vuoto, costruzione di riflesso, in sostituzione di sé stesso con niente all’interno, allo stesso modo in cui è costruito un robot per imitare la vita, avere tutte le apparenze o tutte le performance della vita, senza la vita. La sregolatezza sessuale o la cattiveria non sono altro che conseguenze ineluttabili di questa struttura vuota. Come i vampiri, il Narciso vuoto ha bisogno di nutrirsi della sostanza dell’altro. Quando la vita non c’è, bisogna tentare di appropriarsene o, nell’impossibilità di farlo, distruggerla affinché non ci sia vita da nessuna parte.

I perversi narcisisti sono invasi da un’altro del quale non possono fare a meno. Quest’altro non è neanche un doppione, il quale avrebbe un’esistenza, ma solo un riflesso di loro stessi. Da qui la sensazione che hanno le vittime di essere negate nella loro individualità. La vittima non è un’altro individuo, ma un riflesso. Ogni situazione che rimetterebbe in questione questo sistema di specchi, mascherando il vuoto, non può che provocare una reazione a catena di furore distruttivo. I perversi narcisisti non sono altro che macchine a riflessi, i quali cercano in vano la loro immagine nello specchio degli altri.

Sono insensibili, senza affetto. Come una macchina a riflessi potrebbe essere sensibile? Di questo modo, non soffrono. Soffrire presuppone una carne, un’esistenza. Non hanno storia, poiché assenti. Solo esseri presenti al mondo possono avere una storia. Se i perversi narcisisti si rendessero conto della loro sofferenza, qualcosa inizierebbe per loro. Ma sarebbe qualcosa di diverso, la fine del loro precedente funzionamento.

I perversi narcisisti sono individui megalomani che si pongono come referenti, come metro di paragone del bene e del male, della verità. Si attribuisce loro spesso un aria moralistica, superiore, distante. Anche se non dicono nulla, l’altro si sente colto in fallo. Mettono avanti i loro valori morali irreprensibili che danno il cambio e una buona immagine di loro stessi. Denunciano la cattiveria umana. Presentano una totale assenza di interesse ed empatia verso gli altri, ma desiderano che gli altri s’interessano a loro. Tutto è loro dovuto. Criticano tutti quanti, non ammettono nessuna messa in causa e nessun rimprovero. Di fronte a questo mondo di potere, la vittima si ritrova per forza in un mondo di errori. Mostrare quelli degli altri è un modo di non vedere i propri difetti, di difendersi contro un’angoscia di ordine psicotico. I perversi entrano in relazione con gli altri per sedurli. Vengono spesso descritti come persone seducenti e brillanti. Una volta preso il pesce, bisogna soltanto mantenerlo agganciato finché se ne ha bisogno. L’altro non esiste, non è né visto né ascoltato è soltanto usato. Nella logica perversa, non esiste la nozione di rispetto dell’altro.

La seduzione perversa non comporta nessuna affettività, in quanto il principio stesso del funzionamento perverso è di evitare qualsiasi affetto. Lo scopo è di non avere sorprese. I perversi non si interessano alle emozioni complesse degli altri. Sono impermeabili all’altro e alla sua differenza, tranne che abbiano il sentimento che questa differenza possa disturbarli. E’ il diniego totale dell’identità dell’altro: l’attitudine e i pensieri dell’altro devono essere conformi all’immagine che loro si fanno del mondo.

La forza dei perversi è la loro insensibilità. Non conoscono alcun scrupolo d’ordine morale. Non soffrono. Attaccano in piena impunità, in quanto quand’anche di ritorno, i partner utilizzano delle difese perverse, sono stati scelti per non raggiungere mai la virtuosità che li proteggerebbe.

I perversi possono appassionarsi per una persona, un’attività o un’idea, ma queste fiammate restano molto superficiali. Ignorano i veri sentimenti, in particolare quelli di tristezza o di lutto.

Le delusioni scatenano in loro collera o risentimento, con un desiderio di rivincita. Ciò spiega la rabbia distruttrice che li coglie in caso di separazioni. Quando un perverso riceve una ferita narcisista (disfatta, rigetto), risentono un desiderio illimitato di ottenere una rivincita. Non è come in un individuo collerico, una reazione passeggera e confusa, è un rancore inflessibile al quale il perverso dedica tutte le sue capacità di ragionamento.

Il perverso, come tutti i paranoici, mantengono una distanza affettiva sufficiente per non impegnarsi realmente. L’efficacia dei loro attacchi si attiene al fatto che la vittima o l’osservatore esterno non immaginino che si possa essere a questo punto sprovvisti di sollecitudine o compassione, davanti alla sofferenza dell’altro.

Il partner non esiste in quanto persona, ma in quanto supporto di una qualità della quale i perversi tentano di appropriarsi.

I perversi si nutrono dell’energia di coloro i quali subiscono il loro fascino. Tentano di appropriarsi del narcisismo gratificante dell’altro, invadendo il suo territorio psichico. Il problema del perverso narcisista è di colmare il suo vuoto. Per non avere ad affrontare questo vuoto(il che significherebbe la sua guarigione), il Narcisio si progetta nel suo contrario. Diventa perverso nel senso stretto del termine: volta le spalle al suo vuoto(allorché il non perverso affronta questo vuoto). Da qui il suo amore e il suo odio per una personalità materna, la figura la più esplicita della vita interna. Il narcisio ha bisogno della carne e della sostanza dell’altro per riempirsi. Ma è incapace di nutrirsi di questa sostanza carnale, in quanto non dispone neanche di un inizio di sostanza che gli permetterebbe di accogliere, di agganciare e di fare sua la sostanza dell’altro. Questa sostanza diventa il suo pericoloso nemico, in quanto lo rivela vuoto a sé stesso.

I perversi narcisisti risentono un’invidia molto intensa riguardo coloro che sembrano possedere delle cose che non hanno, o che semplicemente traggono piacere dalla loro vita.

L’appropriazione può essere sociale, per esempio sedurre un partner il quale vi introduce in un cerchio sociale che si invidia: alta borghesia, cerchio intellettuale o artistico…Il beneficio di questa operazione è di possedere un partner il quale permette di accedere al potere. Si attaccano poi all’autostima, alla fiducia in sé dell’altro, per aumentare il loro proprio valore. Si appropriano del narcisismo dell’altro.

Per motivi che si attengono alla loro storia nei primi stadi della vita, i perversi non hanno potuto realizzarsi. Osservano con invidia che altri individui hanno ciò che occorre per realizzarsi. Passando accanto a loro stessi, tentano di distruggere la felicità che passa vicino a loro. Prigionieri della rigidità delle loro difese, tentano di distruggere la libertà. Non potendo godere pienamente del loro corpo, provano ad impedire il godimento del corpo degli altri, perfino nei loro propri figli. Essendo incapaci di amare, provano a distruggere a causa del loro cinismo la semplicità di una relazione naturale.

Per accettarsi, i perversi narcisisti devono trionfare e distruggere qualcun’altro sentendosi superiori. Godono della sofferenza degli altri. Per affermarsi, devono distruggere.

C’è in loro un’esasperazione della funzione critica, che fa che passono il loro tempo a criticare tutti. In questo modo, si mantengono nell’onnipotenza : se gli altri sono nulli, sono per forza migliore di loro.

Il motore del nucleo perverso, è l’invidia, lo scopo dell’appropriazione. L’invidia è un sentimento di bramosia, di irritazione odiosa alla vista della felicità, degli altrui vantaggi. Si tratta di una mentalità a priori aggressiva, la quale si fonde sulla percezione di ciò che l’altro possiede e di cui siamo sprovvisti. Questa percezione è soggettiva, può perfino essere delirante. L’invidia comporta due poli : l’egocentrismo da una parte, e la cattiveria, con la voglia di nuocere alla persona invidiata, d’altra parte. Ciò presuppone un sentimento d’inferiorità nei confronti di questa persona, la quale possiede ciò que si brama. L’invidioso rimpiange di vedere l’altro possedere beni materiali o morali, ma è maggiormente desideroso di distruggerli piuttosto che acquisirli. Se li deteneva, non saprebbe neanche cosa farsene. Non dispone di alcuna risorsa per questo. Per colmare la distanza che separa l’invidioso dall’oggetto della sua bramosia, basta umiliare l’altro, avvilirlo.

Ciò che i perversi invidiano, innanzitutto, è la vita nell’altro. Invidiano la riuscita degli altri, che li mette di fronte al loro proprio sentimento di fallimento, in quanto non sono maggiormente contenti degli altri che di loro stessi; niente va mai bene, tutto è complicato, tutto è una prova. Impongono agli altri la loro visione peggiorativa del mondo e la loro insoddisfazione cronica concernente la vita. Spezzano ogni entusiasmo intorno a loro, cercano prima di tutto di dimostrare che il mondo è malvagio, che gli altri sono malvagi, che il partner è malvagio. Tramite il loro pessimismo, trascinano l’altro in uno stato di depressione, per poi di seguito, rinfacciarglielo.

Il desiderio dell’altro, la sua vitalità, mostra loro le loro proprie mancanze. Ritroviamo lì l’invidia comune a tanti esseri umani, del legame privilegiato che unisce la madre e il suo bambino. Ed è perciò che scelgono il più sovente le loro vittime in mezzo a persone piene di energia, avente gusto alla vita, come se cercasserò di accapararsi un pò delle loro forze. Lo stato di controllo, di soggezione della loro vittima all’esigenza del loro desiderio, la dipendenza che creano, fornisce loro testimonianze incontestabili della realtà della loro appropriazione.

L’appropriazione è il seguito logico dell’invidia. I beni ai quali ci riferiamo qui, sono raramente beni materiali. Sono qualità morali, difficili da rubare : gioia di vivere, sensibilità, qualità comunicative, creatività, doni musicali o letterari…Quando il partner emette un’idea, le cose accadono in modo tale che l’idea emessa non rimane sua ma diventa quella del perverso. Se l’invidioso non fosse accecato dall’odio, potrebbe, in una relazione di scambio, imparare come acquisire un po di questi doni. Ciò presuppone una modestia che i perversi non hanno.

I perversi narcisisti si appropriano delle passioni dell’altro, nella misura in cui si appassionano per questa o quest’altra o, più esattamente, s’interessano a quest’altro nella misura in cui è detentore di qualcosa che potrebbe appassionarli. Li vediamo così avere colpi di cuore, poi rigetti brutali e irrimediabili. Chi li sta intorno comprende male come una persona può essere portata in cielo un giorno, per essere demolita il giorno dopo.

I perversi assorbono l’energia positiva di chi hanno intorno, se ne nutrono e si rigenerano, poi scaricano sopra loro tutta la loro energia negativa.

La vittima apporta enormemente, ma non basta mai. Non essendo mai contenti, i perversi narcisisti sono sempre in posizione di vittima, e la madre (oppure l’oggetto sul quale hanno proiettato la loro madre) è sempre tenuta per responsabile. I perversi aggrediscono l’altro per venir fuori da la condizione di vittima che hanno conosciuto nella loro infanzia. In una relazione, quest’attitudine di vittima seduce un partner che vuole consolare, riparare, prima di metterlo in una situazione di colpevole. Nelle separazioni, i perversi si pongono in vittime abbandonnate, il ché da loro il ruolo migliore e permette loro di sedurre un’altro partner consolatore.

I perversi si considerano come irresponsabili in quanto non hanno reale soggettività. Assenti nei confronti di sé stessi, lo sono altrettanto nei confronti degli altri. Se non sono mai dove li si attende, se non sono mai presi, è semplicemente che non ci sono. In fondo, quando accusano gli altri di essere responsabili di quello che succede loro, non accusano, constatano: poiché loro stessi, non potendo essere responsabili, bisogna pure che sia l’altro. Addossare la colpa all’altro, coprirlo di maldicenze facendolo passare per malvagio, permette loro non solo di sfogarsi, ma anche di imbiancarsi. Mai responsabili, mai colpevoli: tutto ciò che va male è sempre colpa degli altri.

Si difendono tramite meccanismi di proiezione: portare al altrui credito tutte le loro difficoltà e tutti i loro fallimenti e non mettersi in causa. Si difendono anche per mezzo della negazione della realtà. Evitano così il dolore psichico, che viene trasformato in negatività.

Questa negazione è costante, anche nelle piccolezze della vita quotidiana, anche se la realtà prova il contrario. La sofferenza è esclusa, il dubbio ugualmente. Devono dunque essere portati dagli altri. Aggredire gli altri è il mezzo di evitare il dolore, la pena, la depressione.

I perversi narcisisti hanno grosse difficoltà a prendere decisioni nella vita di tutti i giorni e hanno bisogno che gli altri assumono le responsabilità al loro posto. Non sono autonomi, non possono fare a meno degli altri, il ché li conduce a un comportamento collante e a una paura della separazione; eppure, pensano che è l’altro a sollecitare la soggezione. Rifiutano di vedere il carattere divorante del loro attaccamento all’altro, dal quale potrebbe scaturire una percezione negativa della loro propria immagine. Ciò spiega la loro violenza di fronte a un partner troppo benevolo o riparatore. Se invece costui è indipendente, è percepito come ostile e ripugnante.

Fonte: http://gl-es.facebook.com/topic.php?uid=78520853833&topic=13232

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  1. alessia
    15 febbraio 2011 a 1:05 | #1

     Sono stata per 9 anni in un rapporto con una persona del genere, ovviamente pseudo con sempre tanti mesi divisi per le proprie famiglie d’origine. Un paio di anni fa quando più giovane e meno infettata pensavo di essere riuscita a liberarmene indenne, anche perché ripeto meno cosciente consapevole del carattere pericoloso di quella persona, avevo la forte volontà di non tornarci più per ricascarci in nome del mio(solo del mio amore) di nuovo sperando che un giorno sarebbe cambiato tutto. I primi anni mi facevo coraggio essendo stata giovane inesperta credendo che le finte depressioni, stati di assoluta latitanza sua, carenza di empatia sarebbero cambiati dopo le su fughe da me e nuove avventure che magari avrebbero segnato la svolta in positivo sia per me che sia per lui in una relazione duratura con un’altra al costo di perderlo. I primi anni con tanto dolore avevo sempre accettato i suoi stati d’animo che percepivo come sofferenti, incapaci di cambiare le cose tra di noi – tra di lui e il mondo circostante, mi faceva pena quando si scusava per essere “sbagliato”, incapace di sentire per altri o me che erano amiche/amici che si teneva superficialmente allontanati o abbandonati per tornarci a bussare alla porta ogniqualvolta dopo un paio di mesi trascorsi via. Mi faceva pena, pensate un po’ un mostro sentimentalmente celato sotto la copertura di attribuire mancanze e carattere incompatibile all’ altro ogniqualvolta gli conveniva e cioè ogni volta dopo un paio di mesi di avermi succhiato il sangue in un rapporto basato su sesso soddisfacente per lui deprimente per me. Non ero consapevole del pericolo che costituiva lui per la mia psiche nei primi anni. Era brillante a lavoro, disciplinato, autoritario, esigeva il rispetto dovuto. Io lo stimavo per la sua ambizione e rendimento a lavoro. Ero giovane, convinta che non bisognava amare una persona o voler del ben ad un’amico per sentire un minimo di empatia, partecipazione, condivisione per l’altra persona. Quando stonata, incredula a certe cose dette o meglio non fatte, la freddezza di chiudere da un momento all’altro facendomi sentire nessuno come diceva persino di altre con cui tradiva che erano “nessuno” cercavo sempre di dispiegare punti di vista diversi più umani per non cadere nella trappola di attirarmi i suoi giudizi spietati quale gelosa ossessiva.Tuttavia posso testimoniare che in qualsiasi discorso o meglio discussione con lui mancava del tutto una sua partecipazione basata su stati d’animo sentiti e giudizi sentiti scaturati dallo ragionare e sentire di una persona. Erano discorsi appiattiti e sciatti che molte volte mi toglievano dallo stupore della crudeltà delle parole qualsiasi risposta. Se i primi anni stentavo di credere agli inganni, raggiri, scuse, scenari inventati alla fine ho dovuto constatare con grande rammarico di quanto fossero stati recitati, finti tutti i suoi atteggiamenti e parole copiate magari da uno dei tanti film visti in TV e che non riusciva a dire qualsiasi cosa sentita da dentro, qualsiasi cosa. Gli mancava un’autentico sentire per qualsiasi cosa per quanto banale fosse stato, non era minimamente interessato alla mia persona, problemi, sentimenti….quando diventavano impellenti, si ritirava si distanziava dando tutte le colpe al mio carattere per riprendere gioco dopo mesi. Era convincente nel criticarmi accusarmi dei continui fallimenti tra di noi x anni cercavo le colpe dentro di me. Tardi capivo che traeva persino piacere a sparare cazzate come se niente fosse su tutto persino le tresche con altre, ignaro, incurante dei dolori provocati in me. Davanti ad altri sconosciuti o in gruppo sfoggiava la veste da intrattenitore brillante che con le sue battutte faceva ridere, divertire…….mentre in realtà com’era lo sanno solo tutte le vittime usa-getta che cancellava dalla sua vita e che a volte non duravano neanche una settimana. Qualsiasi cosa mai avesse detto ….ci doveva essere sempre poi sempre un suo tornaconto o la voglia di impressionare. Era ansioso, preoccupato della sua immagine che la gente aveva di lui, gente che neanche lo conosceva, non avendo fiducia di nessuno, neanche di me, riusciva a colpevolizzarmi di essere diffidente mentre in realtà cercavo in nome del bene che volevo a lui dargli ancora ed ancora la possibilità di cominciare daccapo….
     La carenza di empatia mi lasciava sbalordita, poteva morire una persona cara e lui non se la sentiva di dare appoggio morale, era incapace, rifiutante a tratti persino di ascoltare cose tristi…si arrabbiava e cambiava argomento. I primi anni faceva appello alla grande intesa sessuale quando in modo subdolo riusciva a farmi tornare sui passi per puntualmente sbattermi un’altra in faccia il cui esito sarebbe stato da definire con la scusa che ero troppo paranoica, gelosa e che aveva bisogno di altro e che tanto mi conosceva già e sapeva quello che poteva avere con me per cui doveva lanciarsi e provare altro. Se gli rinfacciavo le cose dette personalmente di lui, periodi dopo, non li ammetteva, più di una volta riusciva a suscitare pena in me dicendomi che sapeva che c’era qualcosa che non andava in testa sua ma non riusciva a capire cosa fosse………Beh, potete immaginare la crocerossina accondiscendente in agguato ? Ora finalmente sembra tutto finito, ma dentro di me non è cosi. Ha saputo giocare l’ultima carta. Mentre si faceva l’ultima settimana di vacanza con me si sentiva con un’altra. L’indomani era finito tutto tra di noi oltre che non sentiva niente per me e che l’altra sarebbe venuta a casa sua non diceva niente. Ha saputo raggirarmi, farmi soffrire con le allusioni alla nuova e poca chiarezza. Ho cercato di vendicarmi scrivendo mesi fa ad una giovanissima collega che avvertivo del personaggio pericoloso. Lui mi ha preso in contrapiede spacciandola come amica di altri e familiari sulla rete sociale. Ho reagito con tanta cattiveria e rabbia dentro. Sui mess. miei nei quali gli ho scritto tutte le sue nefandezze, carognate si è finto un altro. Ho scoperto di nuovo quanto gusto ci avesse preso ad ingannarmi, incapace di instaurare qualsiasi relazione seria dove le sue parole da ippocrita servono solo per far del male, ferire.
     Attore qual’è , finito il finto gioco per farmi ingelosire e girare il coltello a più non posso, ha iniziato di abbellirsi con coetanee del mio paese, più mature e della sua età, sempre su reti sociali dove fa apparizione discreta misteriosa da bravo ragazzo…. quelle che un momento prima avrebbe ignorato per l’origine ma che ora gli servono, presumibilmente per provocarmi ancora di più……..ma dato che mi sono promessa di cambiar vita, spero di farcela stavolta a scappare a gambe levate e non avvicinarmi mai più a nessun posto remoto dove potesse trovarsi….a costo di iniziare da zero con nuovo lavoro e tutto…voglio cambiare radicalmente e sentirmi un giorno libera di quella zavorra di maltrattamenti di testa durati per anni. Tanto so che quello si è un narcisista patologico di prima classe e quando esaurito l’interesse a frequentare una per il sesso e non si sente più ammirato e idolatrato, ha già altre in riserva che si tiene a distanza ma disponibili, persone che quando cercano veramente una relazione qualcosa di impegnativo lui le scarica come se niente fosse. Il discorso più angosciante era stato un paio di anni fa dove in seguito per un paio di mesi mi allontanava, mi diceva una volta a parole testuali di vedere altre come oggetti che si usano e basta, l’importante sarebbe stato che era con me. Non ci credete, veramente non ci credevo neanch’io sperando che dopo nel frattempo sarebbe cambiato. Non cambiano, sono ottusi, freddi non fanno mai niente senza guadagnarci loro, è verissimo

  2. ale777
    15 febbraio 2011 a 11:53 | #2

    Cara Alessia, intanto ti ringrazio per aver voluto condividere la tua storia, so quanto sia difficile..ma è importante.
    Ho letto tanto sull’argomento, ho letto tante testimonianze, eppur non mi abituo mai a quella sensazione..al rivedermi nelle parole degli altri. A rivedere gli stessi copioni recitati da altri e subiti da altre vittime. Non mi abituo mai a quel dolore come di una ferita che si riapre. Perchè noi invece sappiamo bene cosa sia l’empatia, sappiamo cosa sia il rispetto per la sofferenza degli alti e per la nostra.
    Dico sempre in questi casi che la consapevolezza è un grosso traguardo per quanto i segni di quella devastazione, le scorie di quell’infezione, ce li porteremo dentro tutta la vita. Ma siamo salve, siamo sopravvissute, siamo libere.

    Ti abbraccio

  3. bibi
    15 febbraio 2011 a 12:35 | #3

    mi permetto di aggiungere solo un ulteriore punto di vista, sempre nell’ottica che possa essere utile.
    una donna consapevole deve andare oltre e comprendere anche il perché della sua scelta vesro quel itpo di uomo, oltre al perché della perseveranza nel continuare a sceglierlo nonostante le umiliazioni.
    solo rispondendo ai propri intimi “perché” e “come mai”, una donna sceglie in primis di amarsi ogni giorno di più, arginando la possibilità agli altri di infliggerle del male.
    ho letto un libro: “donne che amano troppo” di robin norwood.
    è certamente un buon, se non ottimo, inizio.
    con affetto di donna, bibi

  4. ale777
    15 febbraio 2011 a 12:52 | #4

    Un ottimo spunto di riflessione Bibi, grazie! ;)

  5. alessia
    15 febbraio 2011 a 15:17 | #5

    Ciao Bibi, grazie dello spunto…pensio di aver letto quel libro nei primi anni di conoscenza, ne seguirono altri per capire meglio la mente contorta, ingannevole sua per poi tornare a libri di auto-aiuto. Secondo me saranno stati anche troppi…volevo aggiungerci qualche titolo….Angelo Bona “Come riconoscere l’altra metà della mela evitando il bruco”(lettura leggera e divertente), uno molto piacevole per me “Il destino che ho, la libertà che cerco”Pietro Archiati e sincronicità di massimo teodorani; insomma ti dò tutte le ragioni del mondo che tutto quanto è da ridurre a “mea culpa”, ma purtroppo non ho le risposte giuste per me, del perché e come mai mi tocca questa sorte in questa vita, grazie lo stesso :-) )))ah volevo dirti ho anche divorato i libri riguardante l’amore di tanti psicologi italiani ….non mi danno risposte sperate …

  6. bibi
    15 febbraio 2011 a 16:02 | #6

    cara alessia,
    leggere è comunque una buona “autodifesa”: meno sappiamo (di noi, del mondo), meno secondo me impariamo a cogliere i gesti e i segnali che la vita ci invia ogni giorno.
    “mea culpa” lo cambierei con “disorientamento”: perché penso che grazie alle parole che usiamo, possiamo riuscire a costruire un mondo nuovo intorno a noi, fatto dei ns pensieri e di quelli altrui.
    il pensiero soggiace all’azione: pensare bene e in modo energico e costruttivo, ci porta poi ad agire nella stessa direzione.
    dice alejandro jodoroski: “possiamo cominciare a cambiare il mondo cambiando i nostri pensieri”: cambiamoli :)
    e poi non ha importanza avere le risposte a tutti i ns perché: è importante già solo porsele le domande…c’è chi neanche se le pone e resta dove è partito.
    lungi da me un volerti insegnare qualcosa :) e solo condivisione…
    un saluto!

  7. alessia
    15 febbraio 2011 a 17:22 | #7

    sono una persona molto curiosa dei pensieri e riflessioni altrui, altrimenti non avrei scritto la lettera e accetto volentieri qualsiasi spunto di riflessione, anzi ti sono grata per aver preso la briga di leggermi e darmi un tuo contributo che mi fa molto piacere ;-) ))

  8. alessia
    17 febbraio 2011 a 5:15 | #8

    Ad Ale, vorrei porrti una domanda poiché tu ti sei documentata della materia più del dovuto.
    Senza ovviamente conoscere abbastanza me, io te, ti faccio una domanda generica,
    esiste per le vittime che per anni consapevolmente
    hanno subito traumi, soprusi e ricatti sessuali una via di uscita per dimenticare tutto ? neanche ? ma per trovarsi la vita degna di essere vissuta, amandola e anche gli altri ?
    il carnefice che comunque in modo latitante ha sempre avuto un forte ascendente su donne che non erano, sono per niente deboli , secondo i tuoi approfondimenti, hanno trovato una vita ? degna, dignitosa
    come spetterebbe a tutti ? era una domanda cosi, filosofica diciamo.
    Io a 38, comunque ho deciso di cambiare ad iniziare con un nuovo posto di lavoro ed abitazione, e proprio oggi
    sono contentissima dopo alcuni no, dove me stessa incerta se facesse per me, di aver intravisto il raggio di sole
    per un lavoro che farebbe del 100% per me e ne sono contenta e felice che la forza dei pensieri positivi ti porta
    prima o poi al tuo destino, almeno cosi credo io per cui per tanti no, non mi sono preoccupata dicendomi allora
    non faceva per te ma in prima linea ci deve essere una vita nuova almeno per il contesto di lavoro ed ambiente, pur avendo genitori tuttora cui involutamente ne ho fatto passare di già un bel pò, loro giovanissimi, io carognatissima, troppo sveglia, leggera forse nel vedere leggi e rispettarle…
    Solo alcuni mesi fa dopo l’ultimo episodio avevo consultato un dottore psicologo di bambini
    che adoperava la ipnosi, dopo due volte e nonostante la sollecitazione, non c’ero mai più tornata , non per i costi perché lavoro
    e da single lavoro per me, ma capivo che non era di nessunissimo aiuto e quella cosa di ipnosi potevo farmela da sola.
    Comunque devo ringraziarlo perché mi regalò un’orsacchiotto che di solito
    danno ai neonati abbandonati in ospedale e mi diagnosticò plagiata, cioè secondo lui dovrei sentirmi a mio agio e bella
    nel corpo che ho, ma c’è qualosa che non va, aveva il presentimento che più uno mi tratasse di merda più ci aggancio.
    Ricordo solo che diceva che più mi avesse calpestato, più avrei sentito il bisogno di farmi riconoscere. Ecco, non c’ero più tornata
    perché io non mi sono mai preoccupata di dipendere da nessuno, sempre lavorato e concesso ciò che volevo, e non ho mai chiesto niente a nessuno e ero contento di aver potuto sempre condividere spese, tipo ex. Sono convinta che mi aspetta un futuro diverso,
    ma nella mia anima lo stesso sono tuttora molto afflitta per qualcosa che non era il mal d’amore dopo un paio di anni di frequentazione, di quando giovane
    ero fidanzata di già con qualcuno che mi ha lasciato, differenza culturale ed età, fidanzati per 4 anni. Non lo sto dicendo per giustificarmi ,
    ma per me, tuttora, nonostante di mille avvisaglie dal primo giorno, non riesco a darmi tregua che di persone come descrive ALE esistano….
    e quando durava con tante intermittenze per cosi tanti anni, mi chiedo riesco a lasciarmi la zavorra in testa di tutti cosi spiacevole un giorno…

  9. ale777
    17 febbraio 2011 a 10:42 | #9

    Alessia,

    io mi considero una vittima molto fortunata, sia per la breve durata della mia relazione sia per aver subito azioni e relative conseguenze tutto sommato lievi. Ma il danno c’è, la sensazione di essere stata derubata di una parte di me, che ci sia qualcosa di rotto, di essere stata esposta a una potente fonte di radiazioni negative le cui scorie sono difficili da eliminare, c’è.
    Se mi chiedi se personalmente penso se ci sia un modo per dimenticare, ti dico no, non si può dimenticare e forse nemmeno si deve. Però il danno si può riparare e molte donne (o uomini) l’hanno fatto. Credo che le strade siano molteplici e che ognuna debba trovare il proprio personale percorso. Di sicuro raggiungere un certo grado di consapevolezza e di comprensione (per quanto come dici tu non ci si abitui mai all’idea che possano esistere persone del genere) è fondamentale, perchè sarà pur vero che capire non è guarire, ma conoscere il proprio nemico è l’unico modo per potersi difendere.
    Ti voglio dire una cosa riguardo la psicoterapia. Esistono molteplici tipi di terapia e molteplici terapeuti non farti traviare dalla tua esperienza negativa. Spesso ci vuole del tempo prima di trovare quello giusto ed è fondamentale che con questa persona si instauri da subito un rapporto di fiducia incondizionata e si concordi un percorso e un obbiettivo chiaro da perseguire. Un terapeuta è solo una guida non un mago che può cancellare con la bacchetta le nostre pene..ed è fondamentale l’apporto in termini di collaborazione che noi diamo a loro. Io ho avuto la fortuna di trovare subito quello giusto anche se quando ci sono andata non sapevo ancora quello che esattamente mi era successo e con chi avevo avuto a che fare.
    Non so se l’hai già fatto, ma ti invito a leggere l’ultimo articolo che ho pubblicato, Trauma da Narcisismo seconda Parte, è scritto da uno psicoterapeuta che nello specifico si occupa di vittime del narcisismo. Alla fine dell’articolo ci sono anche i link al suo blog..magari lui è in grado di darti delle risposte più specifiche rispetto a me.
    Io personalmente sono giunta alla conclusione che nel momento in cui troveremo chi saprà accogliere il nostro amore e riuscirà ad amarci in modo sano e vero, riusciremo a lasciarci davvero tutto alle spalle..ed è quello che ti/mi auguro di cuore.

  10. lucia
    19 marzo 2011 a 0:27 | #10

    Buonasera, sono molti anni che soffro per un rapporto matrimoniale con una persona che corrisponde purtroppo alla definizione di narcisista perverso, quello che mi rammarico è che all’inizio del matrimonio ho avuto momenti nei quali avevo il desiderio e la sanità di lasciarlo
    e riprendere la mia vita con il bimbo che avevo avuto da lui, invece consultando una psicologa mi dissuase non comprendendo evidentemente la mia situazione, ho avuto anni terribili di denigrazione continua di schok emotivi ,colpevolizzazioni su tutto,ero diventata una donnina perfetta una macchina da lavoro ineccepibile , ma avevo sempre un pelo nell’uovo nonostante tutta la mia applicazione dopo una decina di anni vissuti in questo modo ho avuto una grave depressione endogena, dalla quale nonostante i sintomi imponenti, per amore di mio figlio e per il grande senso di responsabilità sono uscita nel giro di un mese con usodi farmaci prescritti da un bravo psichiatra, sono seguiti anni irreali di solitudine e tormento , nei quali i comportamenti del narcisista perverso diventavano sempre più ostili nei miei confronti,io resistevo nonostante tutto, quando nostro figlio ha raggiunto l’adolescenza avendo avuto problemi tirodei si era appesantito fisicamente , anzichè aiutarlo ha cominciato a denigrarlo gettando parte dell’odio solitamente riversato su di me anche su di lui, intanto eravamo isolati perchè non gradiva la compagnia di nessuna amicizia, perarltro coltivate e provenienti da me, a volta riflettevo anche su questo …era come se non avesse un passato, nessun amico nessun conoscente, nessun attaccamento proveniente dalla sua storia personale.
    Ho cominciato a creare delle manifatture artistiche per superare i giorni di inedia nei quali mi lasciava, attraverso questa attività avevo ricostruito un piccolo mondo sereno nel quale attraverso i miei lavori venivo apprezzata e dal quale scaturivono mostre che mi permettevano di uscire dalla mia solitudine estrema.
    Dopo un certo periodo ha cominciato a diventare gravemente insofferente verso questa attività senza dire una parola guardando con disprezzo i materiali dei quali mi servivo, oppure facendo scenate perchè dovevo raggiungere qualche posto per questo motivo.
    Tutto era veramente squallido , se mi accompagnava a prendere i materiali avevo il dovere
    di offrirgli un sontuoso pasto al ristorante, senza contare che i piccoli proventi che ricavavo da questa attività erano modesti economicamente e gradivo impegnarli per comprare qualcosa di più per mio figlio, questo per far capire in che senso di angoscia mi trovavo
    poi c’è stata una escalation di comportamenti assurdi (tradimenti bugie furti) agiti in completa freddezza e indefferenza nei nostri confronti, che hanno scaturito una crisi nella quale io mi sono licenziata e ho cominciato una attività più redditizzia che mi consentisse di garantire a mio figlio un buon livello economico senza di lui, ho cercato comunque per 4 anni di tentare un confronto e un dialigo con lui, frustrata dall’inesorabili sconfitte ho temuto seriamente di impazzire ho cominciato a fare psicoterapia e infine l’ho allontanato da casa,
    anche qui si è professato distrutto e ha manifestato tutto il suo futuro impegno per riunire questa famiglia, avevano 6 mesi di riflessione, sin da subito non sapevamo dove vivesse mentre lui contollava da fuori le nostre vite, ingannandoci abbiamo scoperto dopo che conviveva sin da subito con una straniera,dopodichè si è reso irreperibile definitivamente, in questi 4 anni di separazione si è fatto vivo per brevi periodi illudendo il ragazzo di poter avere una frequentazione con il padre per poi sparire nel nulla,abbiamo saputo che ha truffato il suo socio con cinismo e cattiveria e ha avuto molte relazioni di moralità immonda,
    ora quello che mi angoscia è solo un punto perchè non sto ancora bene? mi illudevo che la separazione mi avrebbe restituito la mia vita e la mia serenità,invece il primo anno è stato rterribile ero stravolta di rabbia e incredulità , poi sono stata molto meglio ma ho il timore che il suo sia veramente un virus che distrugge la felicità altrui,il ragazzo soffre molto e io ho alti e bassi nei quali sento ancora bisogno di approfondire psicologicamente questa problematica per fronteggiare il dolore, spesso non godo più della efficenza a causa dello stress e la mia vita non è ancora rifiorita. grazie

  11. ale777
    19 marzo 2011 a 12:33 | #11

    Cara Lucia, grazie per aver voluto condividere la tua storia su questo blog. La cosa importante è che questa persona sia stata allontanata. Io visualizzo il narcisista come una fonte radioattiva alla quale si è stati esposti per lungo tempo e si è stati contaminati. Tu sei sopravvissuta ma ci vorrà del tempo prima di liberarti di tutte quelle scorie. Non si può prendere una pastiglia e guarire purtoppo..il livello di devastazione interiore è alto, il logorio psicologco profondo e ci vuole tempo per rimettere tutte le cose al loro posto. Hai fatto bene ad affidarti ad uno specialista.. e l’unica cosa che mi sento di dirti è di proseguire in questo percorso con fiducia e pazienza. Gli alti e bassi ci sono e ci saranno..ma con il tempo troverai il tuo equilibrio e saprai gestirli. ti abbraccio.

  12. lucia
    19 marzo 2011 a 15:26 | #12

    Ti ringrazio molto per le tue parole, mi hanno commossa perchè mi sono sentita compresa,
    purtroppo le persone non mi hanno capita, anche i familiari stretti (sorella, genitori) hanno lungamente banalizzato le mie problematiche come “comune separazione”e mi hanno criticato per a loro avviso” esagerata reazione” e incongruo comportamento, ho combattuto come una leonessa mentre tutti pensavano fossi folle, in realtà io mi rendevo conto che questo individuo se non avessi eretto un muro avrebbe continuato ad angariarci per anni
    sfruttandoci e umiliandoci, un abbraccio Lucia

  13. ale777
    19 marzo 2011 a 17:09 | #13

    Lo so Lucia..purtroppo chi con conosce la problematica tende a banalizzare e a minimizzare..c’è poi chi crede che la violenza sia solo quella fisica e non anche quella psicologica. Hai fatto la cosa giusta per te e per tuo figlio, conta solo questo. Sono felice che le mie parole ti siano state di conforto e sappi che come me ci sono tante altre persone che ti capiscono. Non sei sola.

  14. Anonimo
    31 marzo 2011 a 13:37 | #14

    @alessia
    Che bello non sentirsi sole..credevo di essere diventanta pazza..credevo che ero io a sbagliare tutto.. ma la cosa più importante della consapevolezza di queste situazioni è la forza e la stima che ritrovi in te stessa..
    E’ difficile ed è lunghissimo come percorso..ma so di farcela!!
    Grazie è confortante condividere queste esperienze..

  15. lucia
    5 aprile 2011 a 22:28 | #15

    Ci sono libri che possono aiutare, ci sono libri che possono essere veramente un’ancora a cui aggrapparsi nei momenti peggiori, devo molto ad alcuni di loro, ‘donne che amano troppo’ l’ho consumato, è uno dei miei oggetti più cari,amo molto’Aldo Carotenuto’ alcuni suoi libri mi hanno accompagnata come una guida spirituale nei momenti più duri,Alexander Lowen mi ha con chiarezza spiegato la patologia narcisistica, aiutandomi a difendermene, ma anche ad accettarla come una realtà esistente,nutro stima e affetto per Marie-France Hirigojen con il suo’molestie morali’dove finalmente si decolpevolizza la vittima ,la quale ha già subito anni di colpevolizzazioni manipolatorie e ha bisogno solo di essere accolta,
    anni di rifiuto, anni di colpe espresse a sottintesi, anni in cui per comprendere bisognava immaginare ,ragionare, riflettere,anni di solitudine con UNO contro, anni con la guardia alzata, finalmente compresi e accolti.AMEN

  16. Tiziana
    23 aprile 2011 a 10:03 | #16

    La mia storia con A è andata avanti solo per 2 mesi..eppure è riuscito a portarmi al limite del suicidio, mi sono ritrovata a singhiozzare al telefono con lui, in pieno attacco isterico che la mia vita non aveva più un senso, che non vedevo futuro..ed è in quel momento che ho percepito il suo essere, continuava ad ascoltarmi e a parlarmi addosso, voleva che gli dicessi quanto lo odiavo, cosa provavo, si stava nutrendo del mio dolore, beveva le mie lacrime..
    Ho 46anni, sono una persona irrisolta nella sfera affettiva, una persona sola, molto dolce, ingenua, fiduciosa..è arrivato lui ed ha devastato tutto..ho subito una sorta di plagio, eppure adesso che è finita, che ho capito chi è lui, cosa mi ha fatto se c’è una parte di me che ne è impaurita un’altra invece sente la sua mancanza, come la dose di eroina per il tossicodipendente..io lo amavo e lui aveva la capacità, negli attimi più belli di massacrarmi, di farmi sentire brutta, inadeguata, ricorderò ancora il primo bacio..quando subito dopo mi ha detto IN QUESTO MOMENTO CON TE STO BENISSIMO MA NULLA ESCLUDE CHE DOMANI CON UN’ALTRA PROVERO’ LE STESSE SENSAZIONI SE NON PIU’ FORTI..e mi colpevolizzo chiedendomi PERCHE’ SONO RIMASTA..era una persona che non mi dava altro che parole, logorroico, dovevi essere attenta a fare il suo gioco, mi ha usata, umiliata, lui era la verità io solo una povera idiota..
    E’ finita e non tornerà, dopo avermi portato all’isterismo e al suicidio, si guarderà bene dall’avvicinarsi fisicamente a me, non so di cosa potrei essere capace..sono al limite..ma ora non so più chi sono e cosa farò..

  17. Tiziana
    23 aprile 2011 a 10:13 | #17

    @alessia

    Mio dio, la mia storia è finita esattamente perchè lui aveva la stessa teoria del tuo ex…
    doveva usare altre donne, vivere la sua vita a compartimenti, del resto passava 2 mesi in thailandia l’anno, e scriveva su un forum le sue avventure sessuali, ed io dovevo leggere, essere complice del suo gioco, le altre erano da usare, io ero la sua donna…
    e non contavano perchè lui alle sue sfaccettature non rinunciava, e se pure le incontrava e se ne vantava poi IO DOVEVO SAPERE CHE LUI STAVA CON ME..
    del resto io NON POTEVO ACCONTENTARE TUTTE LE SUE SFUMATURE..io ero limitata…
    Sono stata accusata di essere NORMALE BIGOTTA STUPIDA INADEGUATA AD UN UOMO LIBERO COME LUI CHE MI AVEVA DATO TANTE E TANTE PROVE DEL SUO AMORE (a suo dire)..
    La frittata l’ha rovesciata lui..se all’inizio ero io che avevo detto che non volevo un uomo dichiaramente infedele, alla fine dei discorsi era lui che non voleva una piccola moralista…
    Mio dio…che orrore…

  18. ale777
    23 aprile 2011 a 12:24 | #18

    Grazie Tiziana, come vedi che si sia stati insieme 9 anni o pochi mesi non conta. Quello che conta e mi fa sorridere dopo l’angoscia del leggere ancora una volta della sofferenza di un’altra persona, è che anche per te l’incubo è finito. Il mio pensiero va a sempre a quelle tante che in questo momento sono vittime ancora incosapevoli e che non riescono a capire o a reagire. Per questo è importante parlarne.
    Ti abbraccio, Ale

  19. Tiziana
    23 aprile 2011 a 13:58 | #19

    @ale777
    Voglio essere sincera..una parte di me spera e prega che sia finita, l’altra darebbe la vita per ricevere una sua chiamata, per sentirsi dire tutto quello che non mi ha mai detto..per tornare con lui..
    Mi manca, mi mancano le mie dolci aspettative tradite, mi manca la ragnatela che sottilmente aveva intessuto intorno a me, facendo in modo che nella mia mente il solo pensiero presente fosse lui..
    e se penso che magari in questo momento lui sta dedicando le stesse attenzioni alla prossima vittima, se penso di non sentirlo e non vederlo più..mi sento morire…..

  20. ale777
    23 aprile 2011 a 17:51 | #20

    Io spero per il tuo bene che una cosa del genere non avvenga mai. Spero che se un giorno tornerà da te tu sarei abbastanza forte da rifiutarlo. Devi volerti bene e avere rispetto per te stessa..non buttarti via per chi ti vede solo come un accessorio da usare e sfoggiare fino a quando non si sarà stufato. Forse per me è facile parlare ora..e capisco quello che provi..cerca solo di essere forte e non tornare sui tuoi passi..queste persone non cambiano, non vogliono cambiare, non sanno voler bene ti usano solo per i loro scopi e poi ti buttano via..

  21. Tiziana
    24 aprile 2011 a 9:11 | #21

    @ale777
    Ieri sera, girando per il web ho inserito il suo nick su google e mi si è aperto un panorama delirante…profili su profili (con tanto di sue foto per cui è impossibile che si tratti di casi di omonimia) di ricerca di trans, uomini, ragazzine…ho voluto andare fino in fondo e mi sono registrata..i suoi ultimi accessi nella ricerca febbrile di sesso deviato erano risalenti ai periodi in cui stavamo insieme..addirittura la domenica sera..tornava dal fine settimana con me e si metteva in moto a cercare..MA COME E’ POSSIBILE TUTTO CIO’?

  22. giada
    10 giugno 2011 a 10:02 | #22

    Ad un certo punto quando mi sono resa conto che il mio lui era un approfittatore testa di cazzo, ho cominciato a tirarmi indietro a non essere al suo servizio a fare come mi pareva e no dargliela mai vinta, vedo che se ne stà andando da solo, la cosa che mi da piu fastidio è che penso di essere tradita, ma mi rendo conto anche che se va tutto come deve andare mi rimane la mia vita un bacio a tutti

  23. manu
    19 giugno 2011 a 23:18 | #23

    Questo blog spero mi aiuti.
    Sono solo tre settimane, che ho visto, che ho capito e spero che la consapevolezza mi aiuti a mettere insieme cuore e cervello e tenermi lontana da lui.
    Lui è un manipolatore terribile e distruttivo che negli ultimi cinque mesi ha minato tutte le mie sicurezze, pervertendo ogni significato della mia vita, fino a farmi credere di essere una donna pazza, bugarda, disonesta e infantile. Io non capivo, all’inizio non capivo proprio cosa dicesse, poi lentamente sono entrata nella sua logica, una logica macchiavellica e distruttrice. Ma io non capivo, perchè tutt’ora mi è impossibile capire che lo scopo di un’uomo possa essere il controllo e la distruzione dell’altro. Ho pensato all’isicurezza, alla fragilità, all’intemperanza, ma mai ho pensato che il suo non fosse amore, ma solo desiderio di vedermi umiliata, sfiancata, disisntegrata, come donna amante e madre.
    Dovevo capirlo, ma lui era così bravo a consolarmi, a raccattare pezzi di me che aveva fatto lui a brandelli, se io un giorno ero felice, orgogliosa per qualcosa, iniziava un lento e subdolo massacro, prima fatto di piccole parole svalutanti, e se questo funzionava a farmi cambiare umore, rattristarmi, spiaccicarmi, allora si fermava e io provavo un dolore alla pancia terribile, come se avessi inghiottito pietra, ma se non funzionava, allora la dose aumentava e vedevo divente il suo sguardo prima nervoso, poi sprezzante e seguivano frasi incomprensibili e meno capivo più si innervosiva e aalla fine io ero terrorizzata, perchè non capivo cosa avessi sbagliato, come riparare, cosa fare per non farlo innervosire, inevitabilmente mi portava al pianto e lì, solo lì, tutto si tranquillizzava, davanti alla mia disperazione che sembrava quella di una folle isterica, che andava a confermare la sua sprezzante opinione su di me, lui apriva le braccia come un porto sicuro e mi accoglieva come un profugo puzzolente e senza nulla. Io quella sera o tante altre ero uscita tranquilla e mi trovavo ad avere bisogno di cure come una sopravvissuta e lui era ì a darmele. Peccato che il mio perverso incidente fosse subdolamente lui.
    Nessuno, dico nessuno che non l’abbia provato capirà mai, perche è un lavaggio del cervello, è un interrogatorio forzato, una cattiveria che fa panicare e alla fine in quattro anni mi ha trasformato in na donna insicura, spaventata, timorosa di dire anche una sola parola. alle cene sto sempre in silenzio, non rido, ho paura di sbagliare vestito e tutto è sempre imprevedibile.
    Ora lui è arrabbiato perchè sono andata via, tenta di riconquistarmi e a tratti lo fa idealizzandomi o svalutandomi a seconda di come sente funzioni meglio.
    Per ora resisto, ma chiunque abbia voglia di parlarmi o raccontarmi la sua storia ne avrò bisogno.

  24. ale777
    22 giugno 2011 a 14:12 | #24

    Ciao Manu, grazie per aver voluto condividera la tua storia su questo blog. Spero anche io che possa essere in qualche modo di aiuto leggere altre storie..ascoltare altre persone a volte ci fa sentire meno soli e incompresi. Perchè, come hai giustamente detto tu, solamente chi ci è passato capisce cosa si prova.
    Quando leggo la parola “consapevolezza” provo conforto, perchè il primo passo verso un lungo percorso che ti condurrà fuori da quel vortice di violenza. E il mio pensiero va sempre a chi ancora è inconsapevole, impaurito e confuso.
    Si..devi resistere, per quanto difficile sia..forza!
    Un abbraccio

  25. luca
    15 luglio 2011 a 10:00 | #25

    Beh sapete. non e’ una scelta, e’ una patologia. Pena. La depressione in cui vivo da quando ero bambino e non ho mai potuto conoscere che la fase di autodistruzioe e vi giuro non e’ gradevole.
    sono stato capace di contenere per tutta la vita la furia distruttrice che alberga dentro, causa genetica immagino e su quella base e’ proliferato il narcisismo. non ho mai fatto male a nessuno e vivo quieto il terribile senso di isolamento da 38 anni. immaginatevi. una gabbia e vedere passare tutto, tutto quanto possa esserci di bello, persone visi paesi città viaggi e non poterlo toccare e neanche sfiorare. quando si prende consapevolezza di questo, nonostante l’aver capito che la vita per te non e’ mai esistita…niente, non senti nulla comunque
    state lontani, ma il dolore merita rispetto

    saluti

  26. ale777
    15 luglio 2011 a 13:46 | #26

    Caro Luca, c’è una bellissima frase di Sartre che dice:”E’ vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei”. Nessuno può colpevolizzare qualcuno per il fatto di essere affetto da una patologia ma chi, consapevole di avere tale disturbo e consapevole che i suoi comportamenti possono offendere, ferire, ledere e in certi casi distruggere la vita di altre persone, dovrebbe decidere di farsi curare anzichè utilizzare la propria patologia come scusa o alibi per i proprio comportamenti. Non mi riferisco a te sia chiaro, non potrei farlo visto che non ti conosco. Sono pienamente d’accordo sul fatto che il dolore di tutti vada rispettato e che non esista dolore di serie A e di Serie B..ma spesso è proprio il dolore delle vittime di questa patologia a verire sminuito.
    Un saluto, Ale

  27. Cry
    16 agosto 2011 a 19:29 | #27

    Ne ho conosciuto uno oramai cinque anni … Moriva mia Madre io chiudevo una storia stanca e da cui non vedevo l’ora di liberarmi ……. arriva lui che mi riempie di attenzioni mi fa ridere cosa di cui Dio sa quanto ne avessi bisogno…… Comincia subito un tira e molla terribile momenti di interesse a momenti di svalutazione della mia persona…… ma io ero innamorata e sentendomi inferiore a tutte le bellissime donne che ha sempre avuto frequentato stavo li pregando Dio ogni notte che lui mi volesse bene Non è capitato mi ha portata a letto per po dirmi che io gli facevo schifo e se lo era persino dimenticato..
    E’ Un uomo violento o per lo meno lo è stato fino all’ultima relazione chiusa qualche mese fa… ora è un una nuova relazione da un paio di mesi e caso strano sembra andare tutto a gonfie vele
    ……..
    vorrei liberarmi dal male che ha insitllato dentro al mio cuore e la mia anima ma rimane la paura che mi ferma mi paralizza che mi fa credere che mai piu nessuno ci sarà nella mia vita
    Oggi voglio solo morire e ho tanto odio un odio che non sono abituata a provare ma che nn mi abbandona mai

  28. F.
    17 agosto 2011 a 14:55 | #28

    @Cry
    sentire rabbia, “odio” …è tutto normale…ci vuole tempo e in quel tempo bisogna avere la forza e la voglia di credere in se stessi e nel fatto che grazie a Dio non tutte le persone sono così…allontana il male e già sei sulla buona strada,ritrovati piano piano e circondati di vita positiva e che certa gente stia lontano e non sporchi la tua vita ancora.

  29. anonima
    3 settembre 2011 a 12:22 | #29

    ..non so perchè scrivo un commento..non so se la persona che ho amato è un narcisista o solo uno stupido ma rivedo molte similitudini.. la mia storia è durata solo 4 mesi.. e lui si è comportato come da copione…non sopportava le mie critiche..dopo un litigio mi chiedeva di parlarne e poi faceva scena muta..ho sopportato e ho cercato di capire ma poi davanti ai suoi silenzi e alla sua depressione.. a questo punto non so se vera o finta..l’ho mollato criticandolo… ci siamo rivisti per caso..lui mi ha chiesto di uscire..volentieri (ho pensato che fosse maturato)..mi aspettavo delle parole ..delle scuse..non sono arrivate..allora sono riuscita a non insultarlo e non mi sono fatta più sentire..neanche lui..poi dopo tanto tanto tempo….l’ho richiamato..del resto lo amavo perchè ancora credevo che avesse un carattere difficile,tanto orgoglio etc.. ma lui dopo un paio di volte che ci siamo visti .. davanti alla mia disponibilità affettiva a ben pensato che potesse saltarmi addosso…ovviamente l’ho respinto.. spiegandogli che io volevo di più ..lui non è che non si è fatto più sentire ma mi ha fatto una proposta così indecente e fuori luogo che però mi ha definitivamente aperto gli occhi..beh gli ho scritto un sms dove gli detto cose così brutte che credo che non avrà più il coraggio di farsi vivo!!
    Devo dire però che lui non mi ha mai detto cose brutte..cioè ha cercato di farmi ingelosire ma usava mezzi molto infantili,di ferirmi quando non facevo quello che voleva lui,non mi ha mai detto cose che mettessero in dubbio la mia intelligenza,il mio valore come persona,ho sempre avuto l’impressione che però mi vedesse come il “nemico’ cioè lui doveva avere il potere etc..usava molto il silenzio e si allontanava da me in tutti i sensi..a tutte le mie proposte ,,di viaggi, uscite o rifiutava o li faceva quasi come se fosse un favore… in quei 4 mesi l’ho lasciato 2-3 volte per questi motivi..poi devo dire che lo cercavo io .. ribadendo le mie critiche..era lì che lui non mi rifiutava però si chiudeva alzando un muro di silenzio senza ammettere cmq le colpe per le quali io giustamente lo lasciavo.. sono storie che una donna non vorrebbe mai vivere…questa mi ha fatto capire quanto credo in me stessa..lui per un pò mi ha tolto tutte le mie energie fisiche e mentali perchè quando si ama lo si fa a 360° ma mai la mia autostima!!.. forse sono stata manipolata fino alla fine…ma io m’illudo di avergli procurato delle ferite narcisistiche…che ne pensate..

  30. Anonimo
    25 settembre 2011 a 16:22 | #30

    mi fa stare meglio vedere che siamo in tante e che c’è qualcuno che può capire come mi sento…visto che neanche le persone a me più care riescono a comprendere pienamente… 7 anni da incubo… è da marzo che non lo vedo più dopo l’ultima situazione surreale nella quale sono venuta a trovarmi con lui…atterrita dall’idea che questa volta non ne sarei uscita viva!!! I lividi ormai sono passati…ma il segno delle sue violenze psicologiche e della sua cattiveria e crudeltà è ancora vivo… così come è ancora (purtroppo) vivo il ricordo di lui… mi manca ancora…sempre…ma mi impongo di non pensarci e di evitare ogni luogo in cui posso incontrarlo…per non subire le sue provocazioni!!! Un abbraccio a tutte!!!

  31. Luci
    6 ottobre 2011 a 19:00 | #31

    Mio dio!! Ma quante siamo ad aver subito tutto questo? E come riusciremo a recuperare la nostra vita? Come riusciremo a portare fuori dall’inferno i nostri figli?

  32. lucia
    9 ottobre 2011 a 20:35 | #32

    mi permetto di risponderti, perchè mi sento solidale
    e perchè credo, chi si pone certe domande vuole sentire che qualcuno accolga la sua domanda
    ormai sono 5 anni che sono riuscita a riemergere
    e ti posso rassicurare che la nostra vita si può assolutamente recuperare, anzi
    si può colorarla di maggiore amore nei confronti di tutto
    i nostri figli per fortuna , hanno risorse e qualità
    mio figlio è un figlio felice e si sta brillantemente realizzando
    anz,i il cattivo esempio e l’abbandono lo hanno reso più determinato nel raggiungere sani obiettivi di vita
    non ti nascondo che ho vissuto momenti difficili, nei quali avevo la sensazione che quell’inferno mi inghiottisse per sempre
    ma non mi sono mai chiusa e ho continuato a cercare, conoscere, esplorare
    la mia vita è ricca di amicizie e di amore
    di sani rapporti di stima e fratellanza
    di un rapporto dignitoso anche con me stessa
    la risposta è questa, condurre una vita priva di sopraffazione, odio , silenzi, manipolazioni, cattiverie gratuite, conflittualità, ambiguità confusione,
    tramutata in
    ricca di attenzione, serenità,senso di comunità, amore, salveranno noi tutte compresi i tuoi figli,la vita è molto bella, è ricca di nobili valori per moltissimi di noi, abbiamo fatto solo un brutto incontro,salvaguardiamoci, proteggiamo e preveniamo, continuando a guardare avanti finalmente con un sorriso sulle labbra

  33. ale777
    10 ottobre 2011 a 10:35 | #33

    Cara Luci..il più grande traguardo in queste situazioni è la conquista della consapevolezza: consapevolezza dell’esistenza di queste persona, consapevolezza del male che possono fare, consapevolezza di averle tagliate fuori dalla nostra vita e che non permetteremo più che ci facciamo del male o che interferiscano con la nostra esistenza. Raggiunto questo traguardo si ricomincia..prima cercando di curare e guarire le profonde ferite che ci portiamo dietro..riconquistando l’amore per noi stesse che per troppo tempo avevamo dimenticato. Il tempo, la pazienza, la volontà e il lavoro costante su se stessi..così si possono riprendere in mano le redini della propria vita.
    Un abbraccio e un grosso in bocca al lupo :)

  34. 1 gennaio 2012 a 18:53 | #34

    anch’io appartengo alla categoria delle donne che hanno avuto a che fare con un narcisista.Per lui mi sono separata credendo di aver trovato una persona unica, speciale;inizialmente è stato così,poi ci sono state le incomprensioni ma io non ho mai sospettato nè i tradimenti nè la sua personalità.E’ inutile descriverlo,a lui calza benissimo ed in pieno tutta la descrizione fatta dagli esperti.e’ andata avanti 9 anni a volte mi sentivo incompresa e percepivo che c’era qualcosa di strano,ma lui era abilissimo nel rimediare.Praticamente ha rovinato la mia esistenza e quella delle 2 mie figlie(all’epoca della separazione erano piccole).Il fatto strano è addirittura sconvogente:ha molestato sessualmente mia madre di 83 anni e invalida al 100%dopodiche io non ho più avuto contatti con lui ,l’ho lasciato immediatamente senza motivazioni per liberarmene in fretta perchè sennò chissà in quale strana storia mi avrebbe coinvolto(per prima cosa avrebbe smentito tutto come da copione).dopo 2 giorni, una persona mi dice che,nel corso della ns. relazione lui ci provava praticamente con tutte( anche con donne più anziane di lui) .Ma ormai arrivata a quel punto….L’unica cosa che mi è servita è sapere che non è stata una follia dell’ultimo periodo ,ma che lui è così,lo è sempre stato……purtroppo .Il guaio è che lui mi tormenta con sms,vuole sapere il motivo dice gli manco,etc.Io non rispondo o comunque due volte ho detto di nn insistere sennò devo andare a denunciarlo però non vorrei scatenare una persecuzione maggiore,non so come fare se qualcuno ha provato ad essere in questa situazione, mi dia consiglio.grazie

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