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Archivio per la categoria ‘Pensieri ad alta voce’

Cibo, amore e fantasia

10 gennaio 2012 ale777 Nessun commento

Non c’è amore più sincero di quello per il cibo.
George Bernard Shaw

Una delle cose che in assoluto mi fa apprezzare ed amare la vita è senza dubbio il cibo. Io amo mangiare! Amo i mercati e i piccoli negozietti, andare a fare la spesa, perdermi tra gli scaffali, leggere i valori nutrizionali di ogni cibo. Adoro libri e programmi di cucina e, ovviamente, amo cucinare. Quando cucino ho bisogno dei miei spazi, dei miei strumenti (non potrei mai tagliuzzare le verdure senza i miei coltelli in ceramica) e soprattutto dei miei tempi: in cucina bisogna fare le cose con calma, meticolosità e amore. Sono talmente tante le cose che mi piace mangiare che non credo riuscirei a fare una lista.  Mi piace così tanto mangiare che delle volte mi dispiace non essere capace di mangiare di più! Considero i carboidrati un diritto umano inalienabile. La pasta è la mia droga: dalla più semplice con sugo di pomodoro e parmigiano, alle lasagne. La carbonara (rigorosamente senza aglio e senza cipolla), la amatriciana, l’arrabbiata, la carnacina (pancetta, funghi, pomodoro e panna),  i ravioli con la ricotta affumicata, la pasta con i carciofi e la panna, con la bottarga, ai frutti di mare. Ma io la pasta la amo talmente tanto che la adoro anche semplicemente al burro e pure scondita a volte! E poi i risotti, una delle cose che mi piace di più cucinare e mangiare, in tutti i modi, e in quello alla milanese io lo zafferano lo metto al primo cucchiaio di brodo perché mi piace girare il riso e vedere quel giallo brillante. Il profumo del riso basmati cotto semplicemente al vapore con le verdure o come contorno per la carne. Il pane caldo e croccante, con la mortadella o qualsiasi tipo di affettato: pancetta, prosciutto, culatello, salame, salsiccia e formaggi stagionati. Le minestre: di verdure, di legumi, di cerali; il brodo di pollo, di manzo,di  gallina, con le tempestine, le stelline, le farfalline, i filini, ma soprattutto con i tortellini. La polenta e la fainè sono tra le cose che rendono sopportabile l’inverno. Le patate, Dio benedica gli americani! La frittata di patate, le patate bollite, fritte, al forno, in verde, al cartoccio, sotto la brace del camino. E per secondo? Adoro il barbecue, e poi il pesce, bollito, al forno, sfilettato in padella, i calamari fritti, i crostacei e i frutti di mare. Potrei tranquillamente vivere senza dolci invece…con qualche eccezione: la seadas, la millefoglie con la crema Chantilly, il cioccolato fondente, i bignè al cioccolato e i cannoli alla crema. E la colazione al bar con latte macchiatto e brioche poi mi riconcilia con il mondo nelle giornate no. E quando vado negli hotel mi perdo nella sale della colazione e non so resistere a uova strapazzate, bacon croccante, pane tostato con burro salato, croissant e pan cake.

Diffidate  sempre di chi non ama mangiare, di chi mangia solo per saziarsi, di chi parla troppo mentre mangia e di chi non si concede ogni tanto uno sfizio.

Bon appetit!

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Auguri Blog

25 dicembre 2011 ale777 2 commenti

The End Where I Begin. Con questo articolo poco più di anno fa nasceva questo blog, simbolo di un nuovo inizio o meglio della mia voglia di ricominciare. In realtà la fine vera e propria arriverà un pò di tempo dopo..passa sempre un pò di tempo dal momento in cui diciamo “basta” a quando realmente riusciamo a chiudere una fase dolorosa della nostra vita. Questo blog nasceva nel  momento in cui la sofferenza lasciava il passo alla maliconia, e l’avvicinarsi delle feste non faceva che amplificarla. Nasceva per esigenza, per necessità,  per l’impossibilità di tenersi certe cose dentro e per la voglia di condividere con altre persone quanto imparato durante i mesi precedenti. E’ stato come trovare un amico, un compagno a cui raccontare le mie sensazioni e con il quale sentirmi meno sola. Ho sempre scritto nei momenti di difficoltà ma ho sempre tenuto le mie parole chiuse in un cassetto. La grande svolta per me è stata proprio la voglia di condividere. Questo blog mi ha accompagnato nel passaggio da una fase all’altra della mia vita. Con il passare dei mesi ho scritto sempre meno e so che questo non è il massimo per chi tiene un blog, si dovrebbe avere una certa costanza. Ma nella scrittura come nella vita mi spinge la spontaneità, non riesco a far niente di forzato e ogni post che ho scritto è venuto fuori di getto, frutto di un’ispirazione improvvisa. Devo dire grazie a questo blog non solo per aver dato spazio ai miei sfoghi, essere stato una dolce terapia e la liberazione dei miei pensieri, ma anche per avermi permesso di incontrare la persona che ha contribuito alla mia rinascita e che è parte della mia felicità.

Un pensiero a voi che mi leggete, a chi lo fa in silenzio e a chi ogni tanto mi scrive. Non so come sarà il vostro Natale..ma qualunque sia il vostro stato d’animo accoglietelo e accettatelo. A tutti voi questo è il mio augurio:

Che ci si lamenti di meno,

che non ci si autocommiseri e non ci si adagi sulle difficoltà e sui problemi.

Che ci sia più tolleranza, più pazienza, più abbracci e più sorrisi.

Che si veda e si tragga sempre il meglio da ogni cosa.

Che si smetta di cercare la felicità e l’amore come se fossero delle mete irragiungibili e si cominci a riconoscerle nelle cose che già si hanno.

Che si prediliga condividere più pensieri positivi anzichè messaggi di rabbia e odio.

Che si accettino le trasformazioni e i cambiamenti con serenità e che ci si evolva sempre verso ciò che siamo realmente.

A voi un sorriso e una carezza,

Ale777

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I dubbi dell’amore

22 novembre 2011 ale777 Nessun commento

Prendo spunto dal titolo di una bellissima canzone di Fiorella Mannoia postata sulla bacheca da un’amica su Facebook: “I dubbi dell’amore”. Mi viene immediatamente una libera associazione mentale con una frase di Freud che dice: “Non siamo mai così fragili e privi di difese come nel momento in cui amiamo”. Come spesso capita le frasi di Freud mi “dividono”. E’ anche vero che le citazioni andrebbero sempre collocate nel contesto in cui sono state dette..ma la frase letta così mi suscita una riflessione e una domanda: di che amore parlava il vecchio Sigmund? Ed è la domanda che mi sorge ormai da un po’ di tempo quando le persone mi parlano di amore e di relazioni d’amore, mi viene subito da chiedermi che cosa intenda questa persona con la parola “amore”. Se si intende un sentimento puro, sano, incondizionato e maturo allora l’amore deve essere sicuramente inteso come un punto di forza, come una forza liberatrice delle nostre emozioni più intense, come espressione della nostra personalità, come lo strumento attraverso il quale crescere e sviluppare la propria individualità. Perché, come dice Erich Fromm ne L’arte di amare, “L’amore è un sentimento attivo, non passivo; è una conquista, non una resa.” E il saper sentire, avere una spiccata sensibilità, è una dote e non una debolezza come molti pensano. Presuppone autoconsapevolezza, conoscenza di se, padronanza delle proprie emozioni e contatto con la parte più profonda e senziente di se. Quando invece si scambia l’amore per dipendenza affettiva e una relazione per un rapporto simbiotico, instabile e squilibrato allora sicuramente il sentimento può essere considerato una debolezza, perché presuppone uno spogliarsi dalle proprie difese di fronte a qualcuno che non coglierà questo gesto come un’apertura, come un’occasione di scambio, di condivisione e di conoscenza ma solo come un modo per approfittarsi dell’altro e alimentarsi del sentimento in maniera vampiresca. Un sentimento forte come quello dell’amore ci mette in primis a nudo di fronte a noi stessi, fa emergere paure nascoste che non sono altro che l’espressione emotiva delle nostre insicurezze. In questo caso la differenza la fa proprio il tipo di relazione che si sta vivendo. Qualora si tratti di un rapporto malato queste piccole crepe andranno con il tempo ad allargarsi e ad alimentare tutte quelle emozioni negative che non porteranno allo sviluppo e al mantenimento della propria integrità all’interno del rapporto, ma solo ad una lenta e sofferta autodistruzione. Quando questi “dubbi” emergono all’interno di un ambiente relazionale sereno e puro non potranno che essere l’occasione perfetta per lavorare su quelle incrinature e acquisire la sicurezza emotiva necessaria a tenere a bada, e in seguito a sconfiggere, le nostre paure.

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Sono in vacanza

27 agosto 2011 ale777 1 commento

“Potresti scrivere qualcosa sul tuo blog! Scrivi almeno che sei in vacanza!”. Mi rimproverano perchè da tempo trascuro questo spazio, è vero! La costanza nelle cose che faccio non è mai stata il mio forte. Di solito mi butto a capofitto il primo periodo ma poi mi stufo e piano piano batto in ritirata. Quanti sport ho iniziato! Comprato abbigliamento e attrezzature e poi dopo qualche mese abbandonato. Il blog di bello ha che cmq è lì e nuovi lettori possono sempre arrivare e leggere tutti gli articoli. Poi magari arriverà un periodo in cui ritornerò a scrivere con costanza, l’inverno di solito è una fonte maggiore di ispirazione. Il fatto è che a me scrivere serve..non si tratta di un piacere, un hobby né tantomeno di un lavoro..scrivere per me è un’esigenza in momenti particolari della mia vita. Quando hai tante di quelle cose dentro da non poterle contenere, quando la rabbia o la malinconia ti assalgono e devi buttarle fuori per cercare di lenire quelle sensazioni fastidiose e dolorose.
Ecco fortunatamente tutto questo ora non fa parte di me. Sento una grande leggerezza, quella tipica di questa stagione, quella che sognavo da tempo. Forse sono solo gelosa di questa parte della mia vita e preferisco tenerla per me e condividerla con chi è complice e in parte artefice di questo momento della mia vita.
Ciao blog, vado al mare..sono in vacanza.
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Cosa è veramente importante?

27 maggio 2011 ale777 Nessun commento

Tutti abbiamo un ideale di persona che ci piace. Abbiamo preferenze dal punto di vista fisico e caratteriale ed è in base a queste che nella maggior parte dei casi nasce un interesse nei confronti di un’altra persona. E’ sulla base di un’attrazione fisica e sulla condivisione di interessi comuni che si inizia di solito una relazione, che ci si infatua e innamora. Ma cosa permette di andare oltre in un rapporto? Cosa ci tiene ancora insieme dopo che la passione, la chimica, la novità e l’ebbrezza dell’innamoramento passano?
Una relazione è un impegno che va oltre l’istinto volubile del sentimento, ed è, per certi versi, una scelta. Ci sono degli elementi fondamentali dai quali non si può prescindere se si vuole davvero e profondamente impegnarsi in un rapporto di amore, se si vuole andare oltre la fase dell’innamoramento.

Intanto un rapporto vero è possibile solo tra persone mature. Maturità intesa come completamento di un percorso di autoconsapevolezza e conoscenza interiore, di autocoscienza. Significa amare se stessi e la vita. Solo chi ha compiuto il proprio percorso di crescita sa riconoscere un sentimento ed è capace di empatia di essere cioè sensibile ai bisogni e alla necessità altrui. Elemento imprescindibile è senza alcun dubbio il rispetto. Inteso come consapevolezza dei diritti e del valore propri e dell’altro, avere rispetto di qualcuno significa riconoscere l’importanza e la dignità della persona, averne riguardo e cura, significa lasciare la persona libera di essere ciò che è, desiderare che esprima e accresca la propria individualità.
Altro elemento è la fiducia. La fiducia è un rischio e richiede coraggio per andare oltre le proprie paure e le proprie insicurezze. Spesso è un salto nel buio. Ma se si vuole volare bisogna prima saltare anche a costo di cadere. La fiducia è qualcosa di unico e personale è qualcosa che una volta persa o tradita non si riconquista. Ma se si può perdere la fiducia in qualcuno non bisogna mai perderla in generale. E’ sciocco e non è giusto dire: ”non mi fiderò più di nessuno”. A non fidarsi, a non rischiare, forse non si soffre, forse non si rimane delusi, ma si vive a metà, si interrompe il percorso di crescita e di sperimentazione, si perde la propria libertà.
La sincerità. Essere sinceri l’uno con l’altro non significa raccontarsi ogni cosa, non significa che bisogna sapere tutto l’uno dell’altro. Significa comunicare, non dare niente per scontato, non omettere o mistificare la realtà. Essere liberi di confessare le proprie paure all’altro. Essere chiari, trasparenti, non avere comportamenti ambigui. Solo chi è sincero è capace di comunicare liberamente.
Comunicare. “Parlare in continuazione non significa comunicare”, diceva il protagonista del film Eternal sunshine of spotless mind. La comunicazione è un’apertura verso l’altro, significa rimanere in ascolto, al di là della parola, sentire le esigenze e i bisogni dell’altra persona e non aver paura di manifestare i propri. Vuol dire avere sempre voglia di conoscere l’altro e non smettere mai di essere curiosi e sensibili.


Il motivo principale per il quale ci sono così pochi rapporti stabili, profondi, veri e duraturi è dovuto proprio alla mancanza di valori nelle persone e all’interruzione della crescita interiore di ciascuno, percorso fondamentale per la formazione della propria personalità e identità.

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Ex-stranei

11 maggio 2011 ale777 Nessun commento

Quando stai con una persona, quando sei innamorata, pensi che sia per sempre. Semplicemente perché non riesci ad immaginare un futuro senza lei/lui, non riesci a vederti con nessun’altro al tuo fianco, non riesci a credere che la persona che in così breve tempo è diventata il centro della tua vita un giorno non ne farà più parte. E’ un pensiero troppo doloroso, inaccettabile, che ti toglie il fiato, come pensare alla morte di un proprio caro.

Spesso però le storie finiscono. A volte finiscono bene, perché semplicemente non ci si ama più, non si sta più bene insieme e allora si mantengono rapporti civili, con il tempo magari si rimane amici. O semplicemente ci si sente ogni tanto perché ci si vuole ancora bene, ci si manda gli auguri alle feste comandate, ci si saluta per strada. Altre volte, nella maggior parte dei casi a dire il vero, finiscono male. Rimangono rancori, rabbia, ferite, e torti che non si possono perdonare..sentimenti che inizialmente ti logorano, aumentano e amplificano il dolore della separazione. Arrivi ad un punto in cui vorresti solo dimenticare, cancellare per sempre quella persona dalla tua memoria, perché ti disturba anche solo il suo pensiero, perché anche i ricordi belli non sono più così belli, quasi non hanno un senso, una ragione di esistere. Non vuoi più sapere niente dell’altro, tagli qualsiasi rapporto, elimini qualsiasi contatto. Non ne vuoi più sapere di che cosa fa, se sta bene, se ha cambiato lavoro o città, se ha un’altra storia. Non vuoi nemmeno sentirlo nominare. Ma nell’era di Facebook è difficile non sapere..anche se non vuoi sapere vieni a sapere, c’è sempre qualche amico in comune, qualcuno che non vede l’ora di raccontarti l’ultima, c’è sempre qualcuno che non sa resistere dal farsi i fatti degli altri, così ti raccontano  le ultime novità, le voci, i pettegolezzi. E all’inizio tutto questo ti infastidisce, ti fa male, si riaprono vecchie ferite, in certi casi ti sale la rabbia. Ma arriva un momento in cui niente di quello che ti dicono ti tocca più, ti sembra quasi che la persona della quale ti parlano sia qualcuno che non conosci, che non hai mai conosciuto. Quella persona ritorna ad essere l’estraneo che era prima di incontrarla, con la propria storia, la propria vita, i propri problemi…di nuovo lontano da te.

Non è questione di perdonare..io Cabiria l’ho perdonato. Ma non esiste più per me. La memoria è importante. Non esistono colpevoli ma esistono persone che cessano di esistere. E’ il minimo che possiamo fare. E’ giusto.

[ A.Baricco – Questa Storia ]


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Che rumore fa la felicità?

3 maggio 2011 ale777 3 commenti


Non mi era mai capitato prima di essere così “presente” nella mia vita. Di essere così consapevole di me e del presente, di riuscire a vivere il momento con tanta intensità e serenità. Di essere così ricettiva e sensibile..n.el senso di sentire nel profondo, di cogliere e vedere le sfumature, di accogliere e apprezzare le piccole cose.
Ritrovarsi a vivere certe emozioni e sensazione e dirsi: ”Questa è la felicità!”. Perché troppo spesso la felicità ci sfiora, ci passa vicino e noi nemmeno ce ne accorgiamo, stiamo sempre alla finestra ad aspettarla e cercarla altrove quando magari è già li con noi. Troppe cose date per scontate, troppo convinti che tutti ci sia tutto dovuto. Non ringraziamo mai per ciò che abbiamo.


Hic et nunc, qui e adesso è uno degli insegnamenti del buddismo, concentrarsi su ogni istante della vita quotidiana, vivere ogni situazione con la massima pienezza ed intensità e con la consapevolezza delle proprie sensazioni interiori. Quanto tempo perdiamo a rimuginare sul passato, quanta ansia a provare a pianificare e programmare il futuro. Quante preoccupazioni inutili. Il 90% delle cose per le quali ci preoccupiamo non si verifica. Ma come possiamo pensare al futuro se non ci impegnamo a vivere e a costruire nel presente?

Qui e ora. Forse è davvero questo il segreto per vivere felici.

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365

24 aprile 2011 ale777 5 commenti
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco

Aprile, pasqua, pasquetta..un cerchio che si chiude. Un cerchio perfetto e tutto torna.

365 giorni per chiudere un ciclo e cominciarne un’altro.

365 giorni per dare un senso a tutto quanto.

365 giorni fa ero piena di domande e di ansie nel trovare le risposte, convinta che trovare le risposte potesse alleviare il dolore. Ma non solo non è così, ma la cosa più sbagliata è cercare risposte quando non siamo pronti ad udirle. Questi 365 giorni mi hanno dato tutte le risposte che cercavo, ed è ironico perchè la risposta più importante, quella che dava un senso alla storia, era proprio parte della domanda.

Se 365 giorni fa mi avessero raccontato la mia vita oggi mi sarei fatta una grossa risata e avrei detto: “Impossibile!”

365 giorni a chiedermi: “come sarò? Sarò cambiata? Riuscirò a fidarmi di nuovo? Riuscirò a lasciarmi andare a non farmi prendere dalle paure? Riuscirò a provare di nuovo certe sensazioni?”

Avevo aperto le porte della mia casa, il mio rifugio più intimo e privato, mi ero fidata, mi ero addormentata serena e sicura tra le braccia di una persona che la mattina dopo non solo non c’era più ma mi aveva rubato tutto. Quella piccola e accogliente casa spogliata di tutto, messa a soqquadro,  distrutta,  sporcata, devastata. E una volta che con fatica tutto è stato rimesso in ordine, aggiustato l’aggiustabile con la speranza che funzioni ancora, ricostruito lentamente, come può venirmi in mente di riaprire le porte e accogliere di nuovo qualcuno? Eppure  365 giorni dopo, è esattamente quello che è successo..perchè le case vuote sono così tristi, perchè se non rischi non vivi, non senti, non ti emozioni e non potrei mai rinuciare a tutto questo.. dovessi anche andare a dormire ogni giorno con la paura di svegliarmi ed essere stata ancora una volta derubata.

“…il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla.
Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere.
Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.”
Leo Buscaglia
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Troppo impegnata a Vivere…

13 aprile 2011 ale777 2 commenti

State cominciando a chiedermi perché non scrivo più niente di mio..è vero è da un po’ che non tiro fuori un nuovo post,  i miei pensieri, le mie riflessioni, i miei sfoghi. La prima regola quando si inizia un blog è essere costanti..io sono terribilmente scostante. Perché, fortunatamente, lo sono anche i miei stati d’animo. Ho capito, ma l’ho sempre saputo, che la scrittura è per me una valvola di sfogo nei momenti difficili, quasi una terapia. Ho iniziato questo blog con uno stato d’animo ben preciso, non era nemmeno il mio momento peggiore, era il momento della consapevolezza e della verità..da qui l’esigenza di vomitare fuori tutta la mia rabbia, la mia delusione e la mia sofferenza.

Ora dopo 4 mesi tutto è meravigliosamente cambiato. Non ho più veleno da sputare o dolore da esorcizzare. Avrei tante belle sensazioni ed emozioni da condividere ma chissà perchè non sento l’esigenza di farlo attraverso un blog. Non ho nemmeno voglia di pensare, razionalizzare, elaborare. Preferisco prendere la macchina e perdermi, andare al mare, al parco, fare un’escursione in mezzo alla natura..  liberare  i miei sensi di nuovo vivi, come rinati. Come Tenco scrivo solo cose tristi perché quando sono felice esco…e Vivo.

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Cambiando musica

30 marzo 2011 ale777 5 commenti

Ieri ho rinnovato un pò la musica sul mio Iphone. Via tutte le canzoni deprimenti che mi hanno accompagnato in questo lungo inverno e con le quali ho versato tante lacrime..ora le ascolto e sorrido..ma ho bisogno di musica che si intoni a questo momento di grande energia e forza. Basta con Tears and Rain ora è il momento di Smiles and Sun. Ora che ho riconquistato i miei colori, la mia voglia di vivere, la mia spontaneità e leggerezza, i miei sorrisi e tutto ciò che mi era stato rubato. Ora c’è da riscattare l’estate scorsa,  non voglio più provare freddo in estate..voglio il caldo, il mare, i tramonti, la spiaggia di notte sotto le stelle, le uscite e il divertimento….

TOP FIVE del momento

1) Just can’t get enough – Black Eyed Peas

2) All of the lights - Kanie West feat Rihanna & Kid Cudi

3) Rolling in the deep – Adele

4) Blue Skies – Jamiroquai

5) Black and Yellow – Wiz Khalifa

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