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Archivio per la categoria ‘Libri’

Il Potere di Adesso

23 luglio 2011 ale777 Nessun commento

Non cercate la pace, Non cercate nessun altro stato che quello nel quale siete ora; altrimenti metterete in piedi un conflitto interiore e una resistenza inconscia. Perdonate voi stessi per non essere in pace. Il momento in cui accettate completamente il vostro non essere in pace, la vostra non pace viene trasmutata in pace. Qualunque cosa accettiate completamente vi porterà lì, vi porterà nella pace. Questo è il miracolo dell’arrendersi. Quando accettate ciò che è, ogni momento è il miglior momento. Questa è illuminazione.

[...]

Ho imparato a non opporre resistenza a ciò che esiste; ho imparato a consentire al momento presente di essere

e ad accettare la natura transitoria di tutte le cose e condizioni. Così ho trovato la pace.

Eckhart Tolle, dal libro :”Il potere di Adesso
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Senza Sangue

15 giugno 2011 ale777 Nessun commento

C’erano un sacco di cose che dovevamo distruggere per poter costruire quello che volevamo, non c’era altro modo, dovevamo essere capaci di soffrire e impartire sofferenza, chi avrebbe tollerato più dolore avrebbe vinto, non si può sognare un mondo migliore e pensare che te lo consegneranno solo perché lo chiedi, bisognava combattere.. e una volta che l’avevi capito non faceva più differenza se erano vecchi o bambini, tuoi amici o tuoi nemici, stavi spaccando la terra, non c’era niente da fare, non c’era un modo di farlo che non facesse male.

E quando tutto ci sembrava troppo orrendo, noi avevamo il nostro sogno che ci difendeva, sapevamo che per quanto grande fosse il prezzo, immensa sarebbe stata la ricompensa.

Alessandro Baricco – Senza sangue

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Il Gabbiano Jonathan Livingston

17 aprile 2011 ale777 3 commenti

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent’anni, quando come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi..

La felicità non è quella  che affannosamente si insegue credendo che l’ amore sia tutto o niente..

Non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…

la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose..

..e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,

che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore,
che bastano gli aromi di una cucina,
la poesia dei pittori della felicità,
che basta il muso del tuo gatto
o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi,
di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore,
che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,

e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto,
che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno,
e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa i tuoi pensieri

E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate,
di piccole scintille allo stomaco,
di persone vicine anche se lontane,
e impari che il tempo si dilata e che quei cinque minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,

e impari che basta chiudere gli occhi,
accendere i sensi, sfornellare in cucina,
leggere una poesia, scrivere su un libro,
o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato,
sono piccoli attimi felici
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…

E impari che c’è la felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri,
che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante  il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un  piccolo – grande Jonathan  Livingston.

E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità


Il gabbiano Jonathan Livingston, Richard Bach
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Compassione

1 marzo 2011 ale777 Nessun commento
Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola compassione col prefisso “com-” e la radice passio che significa originariamente “sofferenza”. In altre lingue, ad esempio in ceco, in polacco, in tedesco, in svedese, questa parola viene tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato seguito dalla parola “sentimento” (in ceco: soucit; in polacco :wspóƒ-czucie; in tedesco: Mit- gefühl; in svedese: med-känsla).

Nelle lingue derivate dal latino, la parola compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze altrui; oppure: partecipiamo al dolore di chi soffre. Un’altra parola dal significato quasi identico, pietà (inglese pity, francese pitié, ecc.) suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre. Aver pietà di una donna significa che siamo superiori a quella donna, che ci chiniamo, ci abbassiamo al suo livello. È per questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un sentimento ritenuto mediocre, di second’ordine, che non ha molto a che vedere con l’amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente.

Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice “sofferenza” (passio) bensì dal sostantivo “sentimento”, la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre. La forza nascosta della sua etimologia bagna la parola di una luce diversa e le dà un senso più ampio: avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a qualcuno la sua disgrazia, ma anche provare insieme a lui qualsiasi altro sentimento; gioia, angoscia, felicità, dolore. Questa compassione (nel senso disoucit, wspòt czucie, Mitge fühl, medkänsla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimento è il sentimento supremo.

L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

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L’eleganza del riccio

24 gennaio 2011 ale777 Nessun commento

- Vivere, morire: sono solo conseguenze di ciò che abbiamo costruito. Quello che conta è costruire bene.

- (…) In realtà temiamo il domani solo perchè non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perchè domani finisce sempre per diventare oggi (…)

- Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci (…) Io supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di la di me stessa e di incontrare qualcuno.

- (…) Ma se nel nostro universo esiste ancora la possibilità di diventare quello che ancora non siamo…saprò coglierla e trasformare la mia vita in un giardino diverso da quello dei miei padri?

- Chi persegue eternità raccoglie solitudine.


L'Eleganza del Riccio
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Vivere, amare, capirsi

21 gennaio 2011 ale777 2 commenti

- Lasciarsi sfuggire l’amore è lasciarsi sfuggire la vita.

- Amare è semplice siamo noi ad essere complicati.

- L’essenza dell’educazione non è imbottirvi di fatti, bensì aiutarvi a scoprire la vostra unicità.

- E’ necessario diventare l’individuo più colto, più geniale, più interessante, più versatile e più creativo del mondo perchè allora si potrà donare tutto questo; e l’unica ragione per avere qualcosa è donarla.

- Quando riconoscerete l’importanza del rispetto per voi stessi, quando comprenderete che tutte le cose provengono da voi, allora potrete dare agli altri.

- Noi pensiamo che essere adulti significhi essere indipendenti e non aver bisogno di nessuno. Ecco perchè stiamo tutti morendo di solitudine.

- Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l’un l’altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l’uno dell’altro. Non sorprende se stiamo morendo tutti di solitudine.

- Cercare l’intimità è un rischio, e può portare sofferenza. Ma solo in relazione intima riuscirete a vedere voi stessi e a progredire.

- Le esperienze più grandi della mia vita le ho avute quando due vite si intersecavano e due esseri umani riuscivano a comunicare.

- Se non ci aspettiamo nulla, abbiamo tutto, dice il buddha. Amate perchè volete amare. Date perchè volete dare. I fiori sbocciano perchè devono, non perchè c’è qualcuno a cui piacciono! Voi vivete e amate perchè volete. Perchè dovete.

- Io penso che l’individuo ricco d’amore debba ritornare alla spontaneità… bisogna toccarci, stringerci, sorriderci, pensare l’uno all’altro, e curarci gli uni degli altri: siamo liberi di fare tutto ciò.

- Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.

- Molti di noi cercano se stessi qui, alla luce. Non troverete quello che cercate. Dovete mettervi carponi dentro, dove qualche volta c’è un buio spaventoso, e scoprire cose meravigliose su voi stessi.

- Ricordate che tutto cambia, soprattutto i rapporti umani, e che per mantenerli noi dobbiamo cambiare con essi. Assicuratevi di progredire e di crescere costantemente insieme ma separatamente.

- Se credete di poter fare le valigie e sfuggire a voi stessi, vi aspetta una grossa sorpresa.
Correte a rifugiarvi sulla vetta di una montagna nepalese e quando avrete superato la meraviglia di trovarvi in Nepal, che cosa vi troverete di fronte, guardando allo specchio? Voi!Con tutti i vostri problemi, tutte le vostre paure, tutta la vostra confusione, tutta la vostra solitudine, tutto ciò che voi siete.
Quindi è ora di cominciare a cercare dove è sensato farlo.
Ciò che è essenziale non è là fuori. Ciò che è essenziale è veramente dentro di voi.

- E’ necessario affrontare i rischi, perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla.
Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.
Può evitare le sofferenze e l’angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare. È uno schiavo, incatenato dalle sue certezze o dalle sue assuefazioni. Ha rinunciato alla sua caratteristica più grande, la sua libertà individuale. Solo chi rischia è libero.
Tenere nascosti voi stessi, perdere voi stessi a causa di queste idee che sconfiggono l’io significa morire. Non permettete che questo avvenga. La vostra responsabilità più grande è diventare tutto ciò che siete, non soltanto per il vostro beneficio, ma anche per il mio.

- L’io costruisce intorno a sè muraglie enormi, per proteggersi. E le chiama realtà. Tutto ciò che non si armonizza con quello che l’io ingabbiato considera reale, non può superare la muraglia, e così, quando la nuova percezione entra, è diventata ciò che l’io voleva che fosse. Perciò tanti di noi continuano a procedere attraverso la vita vedendo ciò che vogliono vedere, udendo ciò che vogliono udire, sentendo l’odore che vogliono sentire, mentre tutto il resto rimane totalmente invisibile.

- E’ sorprendente… forse non ve ne rendete conto, ma gran parte di ciò che siete non è, perchè letteralmente siete voi a porvi come ostacolo sulla strada del vostro divenire. Vi supplico: toglietevi dalla vostra strada!

Vivere, Amare, Capirsi


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Analfabetismo emotivo

13 dicembre 2010 ale777 Nessun commento

- L ‘analfabetismo emotivo non consente di riconoscere i propri sentimenti e sopratutto chiamarli per nome.

- Il cuore, un tempo tumultuoso e invocante, si fa piatto, non reattivo, pronto a declinare ora nella depressione ora nella noia. E quando la tempesta emotiva si abbatte sul cuore, ormai arido perchè mai irrigato, si comprime tutto con le difese impenetrabili approntate dalla buona educazione, dalle buone maniere, dal buon allenamento nella palestra gelida razionalità.

- L ‘emozione è essenzialmente relazione. E dalla qualità delle nostre relazioni possiamo leggere il grado della nostra intelligenza emotiva [...]

- Il cuore non è in sintonia con il pensiero e il pensiero con il comportamento, perchè è fallita la comunicazione emotiva, e quindi la formazione del cuore come organo che, prima di ragionare, ci fa sentire che cosa è giusto e che cosa non è giusto, chi sono io e che ci faccio al mondo.

- Il sentimento non è un languore, non è malcelata malinconia, non è struggimento dell’anima, non è sconsolato abbandono, il sentimento è forza.

– Il bisogno di essere accettati e il desiderio di essere amati ci fanno percorrere strade che il nostro sentimento ci fa avvertire come non nostre, e così l’animo si indebolisce e si ripiega su se stesso nell’inutile fatica di compiacere gli altri. Alla fine l’anima si ammala, perchè la malattia, lo sappiamo tutti, è una metafora, la metafora della devianza dal sentiero della nostra vita.

- Per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la propria ombra. Ciò che rifiutiamo di noi. Quella parte oscura che, quando qualcuno la sfiora, ci fa sentire punti nel vivo. Perchè l’ombra è viva e vuole essere accolta. Anche un quadro senza ombre non ci concede le sue figure. Accolta l’ombra cede la sua forza. Cessa la guerra tra noi e noi stessi [...] Ed è la pace così raggiunta a darci la forza d’animo e la capacità di guardare in faccia il dolore senza illusorie vie di fuga.

L’ospite inquietante , Umberto Galimberti

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