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Cibo, amore e fantasia

10 gennaio 2012 ale777 Nessun commento

Non c’è amore più sincero di quello per il cibo.
George Bernard Shaw

Una delle cose che in assoluto mi fa apprezzare ed amare la vita è senza dubbio il cibo. Io amo mangiare! Amo i mercati e i piccoli negozietti, andare a fare la spesa, perdermi tra gli scaffali, leggere i valori nutrizionali di ogni cibo. Adoro libri e programmi di cucina e, ovviamente, amo cucinare. Quando cucino ho bisogno dei miei spazi, dei miei strumenti (non potrei mai tagliuzzare le verdure senza i miei coltelli in ceramica) e soprattutto dei miei tempi: in cucina bisogna fare le cose con calma, meticolosità e amore. Sono talmente tante le cose che mi piace mangiare che non credo riuscirei a fare una lista.  Mi piace così tanto mangiare che delle volte mi dispiace non essere capace di mangiare di più! Considero i carboidrati un diritto umano inalienabile. La pasta è la mia droga: dalla più semplice con sugo di pomodoro e parmigiano, alle lasagne. La carbonara (rigorosamente senza aglio e senza cipolla), la amatriciana, l’arrabbiata, la carnacina (pancetta, funghi, pomodoro e panna),  i ravioli con la ricotta affumicata, la pasta con i carciofi e la panna, con la bottarga, ai frutti di mare. Ma io la pasta la amo talmente tanto che la adoro anche semplicemente al burro e pure scondita a volte! E poi i risotti, una delle cose che mi piace di più cucinare e mangiare, in tutti i modi, e in quello alla milanese io lo zafferano lo metto al primo cucchiaio di brodo perché mi piace girare il riso e vedere quel giallo brillante. Il profumo del riso basmati cotto semplicemente al vapore con le verdure o come contorno per la carne. Il pane caldo e croccante, con la mortadella o qualsiasi tipo di affettato: pancetta, prosciutto, culatello, salame, salsiccia e formaggi stagionati. Le minestre: di verdure, di legumi, di cerali; il brodo di pollo, di manzo,di  gallina, con le tempestine, le stelline, le farfalline, i filini, ma soprattutto con i tortellini. La polenta e la fainè sono tra le cose che rendono sopportabile l’inverno. Le patate, Dio benedica gli americani! La frittata di patate, le patate bollite, fritte, al forno, in verde, al cartoccio, sotto la brace del camino. E per secondo? Adoro il barbecue, e poi il pesce, bollito, al forno, sfilettato in padella, i calamari fritti, i crostacei e i frutti di mare. Potrei tranquillamente vivere senza dolci invece…con qualche eccezione: la seadas, la millefoglie con la crema Chantilly, il cioccolato fondente, i bignè al cioccolato e i cannoli alla crema. E la colazione al bar con latte macchiatto e brioche poi mi riconcilia con il mondo nelle giornate no. E quando vado negli hotel mi perdo nella sale della colazione e non so resistere a uova strapazzate, bacon croccante, pane tostato con burro salato, croissant e pan cake.

Diffidate  sempre di chi non ama mangiare, di chi mangia solo per saziarsi, di chi parla troppo mentre mangia e di chi non si concede ogni tanto uno sfizio.

Bon appetit!

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Auguri Blog

25 dicembre 2011 ale777 2 commenti

The End Where I Begin. Con questo articolo poco più di anno fa nasceva questo blog, simbolo di un nuovo inizio o meglio della mia voglia di ricominciare. In realtà la fine vera e propria arriverà un pò di tempo dopo..passa sempre un pò di tempo dal momento in cui diciamo “basta” a quando realmente riusciamo a chiudere una fase dolorosa della nostra vita. Questo blog nasceva nel  momento in cui la sofferenza lasciava il passo alla maliconia, e l’avvicinarsi delle feste non faceva che amplificarla. Nasceva per esigenza, per necessità,  per l’impossibilità di tenersi certe cose dentro e per la voglia di condividere con altre persone quanto imparato durante i mesi precedenti. E’ stato come trovare un amico, un compagno a cui raccontare le mie sensazioni e con il quale sentirmi meno sola. Ho sempre scritto nei momenti di difficoltà ma ho sempre tenuto le mie parole chiuse in un cassetto. La grande svolta per me è stata proprio la voglia di condividere. Questo blog mi ha accompagnato nel passaggio da una fase all’altra della mia vita. Con il passare dei mesi ho scritto sempre meno e so che questo non è il massimo per chi tiene un blog, si dovrebbe avere una certa costanza. Ma nella scrittura come nella vita mi spinge la spontaneità, non riesco a far niente di forzato e ogni post che ho scritto è venuto fuori di getto, frutto di un’ispirazione improvvisa. Devo dire grazie a questo blog non solo per aver dato spazio ai miei sfoghi, essere stato una dolce terapia e la liberazione dei miei pensieri, ma anche per avermi permesso di incontrare la persona che ha contribuito alla mia rinascita e che è parte della mia felicità.

Un pensiero a voi che mi leggete, a chi lo fa in silenzio e a chi ogni tanto mi scrive. Non so come sarà il vostro Natale..ma qualunque sia il vostro stato d’animo accoglietelo e accettatelo. A tutti voi questo è il mio augurio:

Che ci si lamenti di meno,

che non ci si autocommiseri e non ci si adagi sulle difficoltà e sui problemi.

Che ci sia più tolleranza, più pazienza, più abbracci e più sorrisi.

Che si veda e si tragga sempre il meglio da ogni cosa.

Che si smetta di cercare la felicità e l’amore come se fossero delle mete irragiungibili e si cominci a riconoscerle nelle cose che già si hanno.

Che si prediliga condividere più pensieri positivi anzichè messaggi di rabbia e odio.

Che si accettino le trasformazioni e i cambiamenti con serenità e che ci si evolva sempre verso ciò che siamo realmente.

A voi un sorriso e una carezza,

Ale777

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Categorie:Pensieri ad alta voce Tag:

I dubbi dell’amore

22 novembre 2011 ale777 Nessun commento

Prendo spunto dal titolo di una bellissima canzone di Fiorella Mannoia postata sulla bacheca da un’amica su Facebook: “I dubbi dell’amore”. Mi viene immediatamente una libera associazione mentale con una frase di Freud che dice: “Non siamo mai così fragili e privi di difese come nel momento in cui amiamo”. Come spesso capita le frasi di Freud mi “dividono”. E’ anche vero che le citazioni andrebbero sempre collocate nel contesto in cui sono state dette..ma la frase letta così mi suscita una riflessione e una domanda: di che amore parlava il vecchio Sigmund? Ed è la domanda che mi sorge ormai da un po’ di tempo quando le persone mi parlano di amore e di relazioni d’amore, mi viene subito da chiedermi che cosa intenda questa persona con la parola “amore”. Se si intende un sentimento puro, sano, incondizionato e maturo allora l’amore deve essere sicuramente inteso come un punto di forza, come una forza liberatrice delle nostre emozioni più intense, come espressione della nostra personalità, come lo strumento attraverso il quale crescere e sviluppare la propria individualità. Perché, come dice Erich Fromm ne L’arte di amare, “L’amore è un sentimento attivo, non passivo; è una conquista, non una resa.” E il saper sentire, avere una spiccata sensibilità, è una dote e non una debolezza come molti pensano. Presuppone autoconsapevolezza, conoscenza di se, padronanza delle proprie emozioni e contatto con la parte più profonda e senziente di se. Quando invece si scambia l’amore per dipendenza affettiva e una relazione per un rapporto simbiotico, instabile e squilibrato allora sicuramente il sentimento può essere considerato una debolezza, perché presuppone uno spogliarsi dalle proprie difese di fronte a qualcuno che non coglierà questo gesto come un’apertura, come un’occasione di scambio, di condivisione e di conoscenza ma solo come un modo per approfittarsi dell’altro e alimentarsi del sentimento in maniera vampiresca. Un sentimento forte come quello dell’amore ci mette in primis a nudo di fronte a noi stessi, fa emergere paure nascoste che non sono altro che l’espressione emotiva delle nostre insicurezze. In questo caso la differenza la fa proprio il tipo di relazione che si sta vivendo. Qualora si tratti di un rapporto malato queste piccole crepe andranno con il tempo ad allargarsi e ad alimentare tutte quelle emozioni negative che non porteranno allo sviluppo e al mantenimento della propria integrità all’interno del rapporto, ma solo ad una lenta e sofferta autodistruzione. Quando questi “dubbi” emergono all’interno di un ambiente relazionale sereno e puro non potranno che essere l’occasione perfetta per lavorare su quelle incrinature e acquisire la sicurezza emotiva necessaria a tenere a bada, e in seguito a sconfiggere, le nostre paure.

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Stay Hungry. Stay Foolish.

6 ottobre 2011 ale777 Nessun commento

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Ho dormito con te tutta la notte

4 ottobre 2011 ale777 1 commento


Tutta la notte ho dormito con te, vicino al mare, nell’isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno, tra il fuoco e l’acqua.
Forse assai tardi i nostri sogni si unirono, nell’alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.
Forse il tuo sogno si separò dal mio e per il mare oscuro
mi cercava come prima, quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti dò a mani piene, perchè tu sei la coppa che attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te, tutta la notte, mentre coi vivi e coi morti,
e svegliandomi d’improvviso in mezzo all’ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Nè la notte nè il sonno poterono separarci.
Ho dormito con te e svegliandomi la tua bocca uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra, d’acqua marina, di alghe, del fondo della tua vita,
e ricevvetti il tuo bacio bagnato dall’aurora,
come se mi giungesse dal mare che ci circonda.

(Pablo Neruda)

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Categorie:Poesia Tag:

Sono in vacanza

27 agosto 2011 ale777 1 commento

“Potresti scrivere qualcosa sul tuo blog! Scrivi almeno che sei in vacanza!”. Mi rimproverano perchè da tempo trascuro questo spazio, è vero! La costanza nelle cose che faccio non è mai stata il mio forte. Di solito mi butto a capofitto il primo periodo ma poi mi stufo e piano piano batto in ritirata. Quanti sport ho iniziato! Comprato abbigliamento e attrezzature e poi dopo qualche mese abbandonato. Il blog di bello ha che cmq è lì e nuovi lettori possono sempre arrivare e leggere tutti gli articoli. Poi magari arriverà un periodo in cui ritornerò a scrivere con costanza, l’inverno di solito è una fonte maggiore di ispirazione. Il fatto è che a me scrivere serve..non si tratta di un piacere, un hobby né tantomeno di un lavoro..scrivere per me è un’esigenza in momenti particolari della mia vita. Quando hai tante di quelle cose dentro da non poterle contenere, quando la rabbia o la malinconia ti assalgono e devi buttarle fuori per cercare di lenire quelle sensazioni fastidiose e dolorose.
Ecco fortunatamente tutto questo ora non fa parte di me. Sento una grande leggerezza, quella tipica di questa stagione, quella che sognavo da tempo. Forse sono solo gelosa di questa parte della mia vita e preferisco tenerla per me e condividerla con chi è complice e in parte artefice di questo momento della mia vita.
Ciao blog, vado al mare..sono in vacanza.
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Categorie:Pensieri ad alta voce Tag:

Il Potere di Adesso

23 luglio 2011 ale777 Nessun commento

Non cercate la pace, Non cercate nessun altro stato che quello nel quale siete ora; altrimenti metterete in piedi un conflitto interiore e una resistenza inconscia. Perdonate voi stessi per non essere in pace. Il momento in cui accettate completamente il vostro non essere in pace, la vostra non pace viene trasmutata in pace. Qualunque cosa accettiate completamente vi porterà lì, vi porterà nella pace. Questo è il miracolo dell’arrendersi. Quando accettate ciò che è, ogni momento è il miglior momento. Questa è illuminazione.

[...]

Ho imparato a non opporre resistenza a ciò che esiste; ho imparato a consentire al momento presente di essere

e ad accettare la natura transitoria di tutte le cose e condizioni. Così ho trovato la pace.

Eckhart Tolle, dal libro :”Il potere di Adesso
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Senza Sangue

15 giugno 2011 ale777 Nessun commento

C’erano un sacco di cose che dovevamo distruggere per poter costruire quello che volevamo, non c’era altro modo, dovevamo essere capaci di soffrire e impartire sofferenza, chi avrebbe tollerato più dolore avrebbe vinto, non si può sognare un mondo migliore e pensare che te lo consegneranno solo perché lo chiedi, bisognava combattere.. e una volta che l’avevi capito non faceva più differenza se erano vecchi o bambini, tuoi amici o tuoi nemici, stavi spaccando la terra, non c’era niente da fare, non c’era un modo di farlo che non facesse male.

E quando tutto ci sembrava troppo orrendo, noi avevamo il nostro sogno che ci difendeva, sapevamo che per quanto grande fosse il prezzo, immensa sarebbe stata la ricompensa.

Alessandro Baricco – Senza sangue

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Narcisismo: Che cos’è | Come si manifesta

5 giugno 2011 ale777 1 commento


Che cos’è il disturbo Narcisistico

La caratteristica principale del disturbo narcisistico di personalità consiste nella tendenza a reagire difensivamente quando la persona sente una ferita al proprio valore. Come reazione è facile che la persona adotti atteggiamenti superbi, arroganti, che disprezzi gli altri e li ritenga le cause dei suoi problemi.
Gli individui che presentano tale disturbo ritengono di essere persone speciali ed uniche. Si aspettano di ricevere approvazioni e lodi per le proprie qualità superiori, rimanendo sconcertati quando non ottengono i riconoscimenti che pensano di meritare e presentando spesso la tendenza a rimuginare circa tale mancanza da parte dell’altro. Unitamente a questo, si riscontra in essi la tendenza a reagire alle critiche sperimentando da una parte rabbia, dall’altra vergogna.
In virtù del valore personale che ritengono di possedere, tali individui presumono di dover frequentare e di poter essere capiti soltanto da persone speciali, prestigiose o di elevata condizione sociale o intellettuale, a partire dalla considerazione che le loro necessità siano al di fuori della comprensione e della competenza delle persone ordinarie.
Richiedono un’eccessiva ammirazione
da parte dell’ambiente. Presentano l’aspettativa che tutto sia loro dovuto e che, per effetto del loro essere persone speciali e superiori, debbano ottenere trattamenti di favore, nonché la soddisfazione immediata delle loro priorità, a cui si attendono che gli altri necessariamente si sottomettano; quando questo non si verifica, diventano furiosi e sprezzanti.
Tale senso di diritto, unitamente alla mancanza di sensibilità per i desideri e per le esigenze altrui, sfociano spesso nella tendenza allo sfruttamento ed alla manipolazione interpersonale: gli individui che presentano un disturbo narcisistico di personalità, infatti, tendono a formare amicizie o relazioni sentimentali esclusivamente se hanno la certezza che l’altro possa favorire la soddisfazione dei propri scopi (primo tra tutti rinforzare e potenziare la stima di sé ed il valore personale); si aspettano, inoltre, enorme disponibilità e dedizione da parte degli altri, fino ad abusarne, senza alcun riguardo per le conseguenze. Parallelamente a questo, l’altro viene idealizzato fino a che soddisfa il bisogno di ammirazione e di gratificazione, per poi essere anche aspramente svalutato nel momento in cui non svolge più tale funzione.

Tali individui generalmente mancano di empatia, dimostrandosi incapaci di riconoscere i sentimenti ed i bisogni degli altri, nonché di identificarsi in essi. Quando l’esperienza soggettiva dell’altro viene colta, generalmente essa è concepita in modo denigratorio, come segno di debolezza e di scarso valore personale. In generale però nel corso del trattamento, quando la relazione terapeutica si è stabilita mostrano di avere abilità anche molto sviluppate di descrivere la vita psicologica delle persone che hanno intorno.
Nelle relazioni tendono a mostrarsi emotivamente freddi e distaccati, nonché incuranti del dolore che generano nell’altro a causa delle loro osservazioni e considerazioni, il più delle volte espresse con toni altezzosi e sprezzanti. Il distacco si accentua quando sentono gli altri bisognosi o che si rivolgono a loro per chiedere aiuto.

Infine, sono spesso assorti in fantasie di illimitato successo, potere, fascino, bellezza o amore ideale, invidiosi degli altri o convinti che gli altri siano invidiosi di loro. Generalmente tendono ad invidiare agli altri successi e proprietà, ritenendo di meritare più di loro i risultati che hanno raggiunti o i privilegi di cui godono; in questo senso, tendono a svalutare il contributo degli altri ogniqualvolta questi ultimi ottengono riconoscimenti o apprezzamento per il loro operato.

Il disturbo narcisistico di personalità ha il suo esordio entro la prima età adulta. I tratti narcisistici possono essere piuttosto comuni negli adolescenti e, tuttavia, non indicare necessariamente che in età adulta l’individuo andrà incontro ad un disturbo narcisistico di personalità. Chi soffre di tale disturbo, inoltre, può presentare difficoltà notevoli nell’adattarsi all’insorgenza di limitazioni fisiche e/o lavorative inerenti al processo di invecchiamento. Circa il 50-75% degli individui a cui è stato diagnosticato un disturbo narcisistico di personalità  è di sesso maschile.
Le stime della prevalenza di tale disturbo variano dal 2% al 16% nella popolazione clinica e risultano meno dell’1% nella popolazione generale.

Come si manifesta

Il più delle volte gli individui che presentano un disturbo narcisistico di personalità intraprendono un trattamento psicoterapeutico nel momento in cui sviluppano stati depressivi che non sono più in grado di sostenere. I fattori scatenanti di tale depressione sono tendenzialmente costituiti da relazioni problematiche o dalla rottura di esse, da mancati riconoscimenti nell’ambito della sfera professionale, da un senso di insoddisfazione per la propria vita, da perdite o insuccessi che sminuiscono il senso di grandiosità, generando da una parte sconforto, sconfitta e fallimento, dall’altra vergogna ed umiliazione. Alla base della depressione narcisistica si evidenzia la percezione di una profonda discrepanza tra le aspettative idealizzate e la realtà; in questo senso, si evidenzia una focalizzazione del pensiero sugli ideali insoddisfatti e sulle aspettative grandiose deluse, nonché sui limiti dell’ambiente circostante nel sostenere e favorire la realizzazione di quanto atteso. Tale condizione produce un concomitante senso di disperazione, legato da una parte alla conclusione che “le cose non vanno mai realmente bene ed i sogni non si avvereranno mai”, dall’altra all’esclusione di contatti sociali, al fine di non esporsi a giudizi negativi circa la propria condizione di sofferenza.

Accanto a tali stati depressivi, si è rilevata l’esistenza di altri quadri sintomatologici o problematiche comportamentali che possono indurre gli individui con disturbo narcisistico di personalità ad intraprendere una psicoterapia. Nello specifico, è emerso che essi possono desiderare di porre fine al disagio generato da disturbi concomitanti quali: ansia sociale, ipocondria o abuso di sostanze psicoattive ed alcool.
L’ipersensibilità al giudizio, prevalentemente nella forma di un’elevata preoccupazione per presunti difetti nell’immagine e nelle prestazioni, può diventare manifesta nelle situazioni di ansia sociale, trovando la sua massima espressione nel momento in cui tali individui ricercano l’attenzione dell’ambiente e, nello stesso tempo, ne temono la disapprovazione. Nell ipocondria, la focalizzazione sulla cura del proprio corpo fornisce una modalità socialmente accettabile per poter concentrare le attenzioni ed il tempo su se stessi, ottenendo la comprensione e la considerazione dell’ambiente; nello stesso tempo, la vulnerabilità o le limitazioni fisiche possono costituire una giustificazione al fallimento delle aspettative grandiose. L’abuso di sostanze psicoattive e di alcool, infine,genera un profondo senso di sollievo dal disagio personale; allo stesso modo, il ricorso ad esse consente il raggiungimento di stati di grandiosità e di potere. In linea generale, la convinzione di possedere abilità eccezionali serve a tali individui per evitare di ammettere la loro dipendenza dalla droga o dall’alcool, inducendoli a credere di essere in grado di sfuggire gli effetti negativi della dipendenza stessa, interrompendone l’uso quando lo desiderano.

Allo stesso modo, in alcuni casi i soggetti che presentano un disturbo narcisistico di personalità possono intraprendere un trattamento psicoterapeutico a partire da uno stato di profonda rabbia, che talvolta assume la forma di maltrattamenti ed aggressioni, sia verbali che fisiche, nei confronti dell’altro, percepito come invalidante. Tale condizione risulta legata a tendenze paranoidi, che vengono espresse attraverso la convinzione “io contro il mondo”, a partire dalla valutazione che gli altri, invidiosi della loro superiorità, sono intenzionati a danneggiarli, sminuendoli o disprezzandoli, andando così a minacciare la loro autostima ed il loro valore personale. In tali circostanze, la tendenza di tali individui è da una parte quella di attribuire agli altri la responsabilità dei propri insuccessi, dall’altra quella di mettere in atto comportamenti compulsivi, quali sedurre o iperlavorare, al fine di consolidare la propria superiorità ed il proprio potere.

Nonostante il livello di sofferenza sperimentata da tali individui sia spesso notevolmente elevato, la convinzione che “chi sta male è debole e chi è debole è giudicato negativamente e sottomesso” impedisce loro di chiedere aiuto e di manifestare apertamente il proprio disagio, con la conseguenza di indurli ad assumere atteggiamenti caratterizzati da un profondo distacco nei confronti delle problematiche riportate. Su tale aspetto incide anche la difficoltà, peculiare in chi soffre di disturbo narcisistico di personalità, ad accedere ai propri stati interni, identificando e riconoscendo le proprie emozioni, bisogni e desideri; il discorso del narcisista è spesso astratto e teorico, poco centrato sulla narrazione di episodi di vita..
Quando gli individui con disturbo narcisistico di personalità sono in tale stato, sperimentano un profondo senso di vuoto devitalizzato, all’interno del quale l’esperienza emotiva risulta spenta ed i contatti relazionali evitati. Si tratta di una condizione che non è descritta come sgradevole; al contrario, tali individui dimorano a lungo in questo stato nel quale, “chiusi nel bozzolo” ed “intoccabili”

L’autostima e l’immagine di sé risultano centrali negli individui che presentano un disturbo narcisistico di personalità: essi hanno una percezione di sé esageratamente positiva; tuttavia, dietro una facciata altezzosa, nascondono un senso di debolezza e di inadeguatezza, nonché una bassa stima di sé, che viene “smascherata” ogni volta che l’ambiente non fornisce l’ammirazione e l’approvazione attese. Quando però accedono alla percezione della propria difficoltà o debolezza non si aspettano di essere aiutati – e quindi a fatica chiedono una psicoterapia – ma di essere sottomessi. Tendono invece all’autosufficienza all’isolamento protettivo.

FONTE: Il Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva

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Cosa è veramente importante?

27 maggio 2011 ale777 Nessun commento

Tutti abbiamo un ideale di persona che ci piace. Abbiamo preferenze dal punto di vista fisico e caratteriale ed è in base a queste che nella maggior parte dei casi nasce un interesse nei confronti di un’altra persona. E’ sulla base di un’attrazione fisica e sulla condivisione di interessi comuni che si inizia di solito una relazione, che ci si infatua e innamora. Ma cosa permette di andare oltre in un rapporto? Cosa ci tiene ancora insieme dopo che la passione, la chimica, la novità e l’ebbrezza dell’innamoramento passano?
Una relazione è un impegno che va oltre l’istinto volubile del sentimento, ed è, per certi versi, una scelta. Ci sono degli elementi fondamentali dai quali non si può prescindere se si vuole davvero e profondamente impegnarsi in un rapporto di amore, se si vuole andare oltre la fase dell’innamoramento.

Intanto un rapporto vero è possibile solo tra persone mature. Maturità intesa come completamento di un percorso di autoconsapevolezza e conoscenza interiore, di autocoscienza. Significa amare se stessi e la vita. Solo chi ha compiuto il proprio percorso di crescita sa riconoscere un sentimento ed è capace di empatia di essere cioè sensibile ai bisogni e alla necessità altrui. Elemento imprescindibile è senza alcun dubbio il rispetto. Inteso come consapevolezza dei diritti e del valore propri e dell’altro, avere rispetto di qualcuno significa riconoscere l’importanza e la dignità della persona, averne riguardo e cura, significa lasciare la persona libera di essere ciò che è, desiderare che esprima e accresca la propria individualità.
Altro elemento è la fiducia. La fiducia è un rischio e richiede coraggio per andare oltre le proprie paure e le proprie insicurezze. Spesso è un salto nel buio. Ma se si vuole volare bisogna prima saltare anche a costo di cadere. La fiducia è qualcosa di unico e personale è qualcosa che una volta persa o tradita non si riconquista. Ma se si può perdere la fiducia in qualcuno non bisogna mai perderla in generale. E’ sciocco e non è giusto dire: ”non mi fiderò più di nessuno”. A non fidarsi, a non rischiare, forse non si soffre, forse non si rimane delusi, ma si vive a metà, si interrompe il percorso di crescita e di sperimentazione, si perde la propria libertà.
La sincerità. Essere sinceri l’uno con l’altro non significa raccontarsi ogni cosa, non significa che bisogna sapere tutto l’uno dell’altro. Significa comunicare, non dare niente per scontato, non omettere o mistificare la realtà. Essere liberi di confessare le proprie paure all’altro. Essere chiari, trasparenti, non avere comportamenti ambigui. Solo chi è sincero è capace di comunicare liberamente.
Comunicare. “Parlare in continuazione non significa comunicare”, diceva il protagonista del film Eternal sunshine of spotless mind. La comunicazione è un’apertura verso l’altro, significa rimanere in ascolto, al di là della parola, sentire le esigenze e i bisogni dell’altra persona e non aver paura di manifestare i propri. Vuol dire avere sempre voglia di conoscere l’altro e non smettere mai di essere curiosi e sensibili.


Il motivo principale per il quale ci sono così pochi rapporti stabili, profondi, veri e duraturi è dovuto proprio alla mancanza di valori nelle persone e all’interruzione della crescita interiore di ciascuno, percorso fondamentale per la formazione della propria personalità e identità.

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